domenica, Ottobre 25, 2020
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LO STRAPPO DI GRASSO: “VIA DAL PD, NON MI CI RICONOSCO PIU’”

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Ennesima patata bollente per il Partito Democratico in questo scorcio di fine legislatura: dopo la mozione di censura parlamentare approvata nei confronti della vigilanza bancaria esercitata dall’attuale Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, all’odierno strappo del Presidente del Senato ed ex magistrato antimafia Pietro Grasso che dopo l’approvazione della nuova legge elettorale cosiddetta “Rosatellum bis” ha lasciato il PD iscrivendosi al gruppo misto del Senato.

Ed entrambe le questioni stanno finendo per rappresentare autentiche spine nel fianco per il partito di via del Nazzareno: la prima querelle, sorta per la censura adottata nei confronti della presunta mancata vigilanza bancaria esercitata dall’Istituto di via Nazionale ha paradossalmente finito per ricompattare attorno alla figura di Ignazio Visco un ampio fronte rappresentato tanto dai referenti istituzionali dello stesso, ovvero il Primo ministro Gentiloni, il Consiglio Superiore della Banca d’Italia in sede consultiva ed il Presidente della Repubblica Mattarella quanto dagli interlocutori politici coinvolti ed in primo luogo il centrodestra che aveva proceduto nel 2011 alla originaria nomina di Visco a Governatore con la indicazione del Governo Berlusconi.

E quindi, come avevamo agevolmente pronosticato già una settimana fa, la iniziativa parlamentare della compagine renziana – nella più classica della eterogenesi dei fini – ha finito per spianare la strada alla riconferma di Ignazion Visco per un secondo mandato sessennale alla Banca Centrale di via Nazionale.

Ed altrettanto sta accadendo in queste ore a seguito della seconda querelle sorta per iniziativa del Partito Democratico, ovvero della serie di 5 fiducie imposte nell’aula del Senato per ottenere la approvazione della nuova discutibilissima legge elettorale, senza rischiare modifiche che riportassero il provvedimento indietro al vaglio della Camera dei Deputati.

Questa autentica forzatura parlamentare ha portato ad un terremoto nella pericolante maggioranza di Palazzo Madama: gli esponenti bersaniani e dalemiani di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista hanno definitivamente rotto con il Partito Democratico comunicando il proprio passaggio all’opposizione, e nel contempo i voti mancanti sono stati sostituiti dai senatori verdiniani, in veste di novelli salvatori della Patria.

A questo punto Pietro Grasso ha rotto gli indugi, e censurando la strozzatura del dibattito parlamentare voluta con la autentica raffica di voti di fiducia richiesti dal Governo, ha finito per uscire dal Partito Democratico nel quale ha dichiarato di non riconoscersi più.

E bene ha fatto a tale riguardo Luigi Di Maio, reduce dalle proteste di piazza contro la legge elettorale organizzate dal Movimento 5stelle a stigmatizzare le scelte del PD che hanno finito per provocare l’abbandono del partito del Presidente del Senato ed autentico simbolo della lotta alla mafia e nel contempo per favorire l’abbraccio mortale con Denis Verdini ed i suoi seguaci.

O TEMPORA, O MORES.

Gianni Brandi  

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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