venerdì, agosto 23, 2019
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Reddito minimo garantito, il Parlamento europeo approva la relazione

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Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione promossa dal Movimento 5 stelle, tramite la relazione della capo delegazione Laura Agea, inerente l’introduzione, nei Paesi dell’Unione, di un reddito minimo per ogni cittadino. Questo perché sia garantita a tutti la fruizione di diritti essenziali quali casa, istruzione, assistenza sanitaria e si possano così sostenere i disoccupati e le famiglie bisognose. Hanno votato a favore 451 deputati, 189 invece tra contrari ed astenuti.

Il documento aveva ricevuto il via libera in commissione Occupazione e Affari sociali lo scorso 3 ottobre. La richiesta era stata presentata in una risoluzione non legislativa approvata con 36 voti a favore, 7 contrari e quattro astenuti. La commissione parlamentare ha così invitato gli Stati membri a introdurre un reddito minimo garantito o se necessario a migliorare i sistemi esistenti.

“Non vogliamo scatenare un dibattito ma obbligare la Commissione europea a prendere finalmente una posizione ferma a riguardo”, aveva dichiarato all’inizio di ottobre l’eurodeputata M5s Laura Agea, relatrice del testo.


La maggior parte dei Paesi Ue, puntualizzano in Parlamento, hanno già adottato sistemi di reddito minimo garantito – in Italia esiste il Sostegno all’inclusione attiva, che sarà ora sostituito dal Reddito di inclusione – ma per gli eurodeputati questi non sempre garantiscono un sostegno adeguato per chi ne ha bisogno.

L’obiettivo è ora quello di ottenere finanziamenti pubblici e far sì che vengano effettivamente impiegati per aiutare i bisognosi.

La relazione punta il dito contro l’Italia, in quanto non ha ancora messo in atto politiche adeguate al sostegno dei cittadini in difficolta. Le due forme statali di sostegno ai poveri, gli 80 euro ai cittadini con determinati requisiti di reddito e il Reddito di inclusione, non vengono considerate adatte a contrastare la povertà.

Con l’approvazione del documento il Parlamento europeo intende fare pressione sulla Commissione Europea affinché affronti l’argomento. Strasburgo ha così proposto ai Paesi membri di stabilire una cifra minima di reddito, basandosi sulla soglia del rischio di povertà e su altri indicatori Eurostat.

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