mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Sophia, il primo robot “umano” ad ottenere la cittadinanza

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Si chiama Sophia ed è ufficialmente cittadina dell’Arabia Saudita. Fin qui nulla di strano se fosse per il fatto che si tratta di un robot. Proprio così. Sophia ha ottenuto la cittadinanza nell’ambito del forum “Future investment initiative” in corso a Riad. Intervistata dal giornalista americano Andrew Ross Sorkin, la robot “ha mostrato le sue capacità di espressione e di provare sentimenti umani come gioia, tristezza e rabbia”, secondo quanto riportato dal giornale di proprietà saudita.

Nel corso dell’intervista Sophia ha fornito ben precise garanzie riguardo la futura evoluzione dei robot e delle intelligenze artificiali.

Sono molto onorata e orgogliosa  – queste le sue parole – di questa distinzione. É un evento storico il riconoscimento di una cittadinanza a un robot”.

L’Arabia Saudita è il primo paese al mondo a concedere la cittadinanza onoraria ad un robot. Una “iniziativa simbolica” per promuovere NEOM, progetto da 500 miliardi di dollari avviato per la creazione di una città-resort sul Mar Rosso, tra Egitto e Giordania: un’area  interamente alimentata ad energia solare ed eolica, abitata più da macchine che da abitanti.

La decisione di concedere una cittadinanza ad un robot fornisce elementi importanti per quanto concerne una questione molto dibattuta: se queste macchine debbano e meno essere dotati di diritti simili agli esseri umani. All’inizio del 2017 il Parlamento europeo ha proposto di concedere agli agenti dell’AI la condizione di “personalità“, dando loro particolari diritti e responsabilità.

Nessuna ulteriore informazione circa la sua cittadinanza saudita è stata in ogni caso fornita per indicare se Sophia goda degli stessi diritti dei cittadini umani o se il governo abbia sviluppato un sistema di diritti specificamente destinati ai robot. La vicenda ricorda molto quella raccontata da L’uomo bicentenario (Bicentennial Man), film del 1999 diretto da Chris Columbus, basato sull’omonimo raccontodi Isaac Asimov e sul suo susseguente romanzo Robot NDR-113, scritto a quattro mani da Robert Silverberg e Isaac Asimov.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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