martedì, Ottobre 20, 2020
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SECESSIONE CATALANA, RAJOY REAGISCE E COMMISSARIA PUIGDEMONT

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La Spagna è unita e lo rimarrà. Questa è la risposta di Mariano Rajoy alla secessione e all’inopinata approvazione a voto segreto nella giornata di ieri della dichiarazione di indipendenza della sedicente repubblica di Catalogna da parte del parlamento regionale di Barcellona.

La definitiva rottura con Madrid è stata decisa ieri a Barcellona in assenza dei partiti unionisti che non hanno partecipato al voto, e forzando la mano allo stesso Puigdemont che stava ancora valutando come rispondere alle richieste di chiarimento provenienti dal Governo nazionale, sulla base del rocambolesco referendum di inizio ottobre che aveva portato a votare in maniera caotica meno del 40% degli elettori Catalani per una consultazione vietata dalla Costituzione spagnola.

A questo punto Rajoy ha reagito applicando l’art. 155 della Costituzione che difende la unità della Spagna destituendo Puigdemont ed il suo governo regionale secessionista, nonché il comandante della polizia locale dei Mossos de Esquadra e fissando nuove elezioni in Catalogna alla prima data utile del prossimo 21 dicembre per stoppare sul nascere eventuali proteste su un presunto atteggiamento antidemocratico del governo Spagnolo.

E la reazione di Madrid al tentativo di secessione da parte della Catalogna ha trovato la immediata solidarietà internazionale manifestata dalla Casa Bianca di Trump, dalla Gran Bretagna di Teresa May e dai vertici della Unione Europea che ha chiarito come solo la Spagna rappresenti per Bruxelles il legittimo Stato membro unitario, ed escludendo qualsiasi possibile riconoscimento della sedicente repubblica di Barcellona.

Rajoy ha proceduto quindi a riconfermare l’ autonomia della Catalogna come Comunità ma contestualmente a rimuovere dai propri incarichi l’attuale presidente catalano Puigdemont ed il suo governo per la attività separatista e secessionista dal resto della Nazione spagnola svolta da mesi.

E le prime proteste provenienti dai politici secessionisti catalani che gridano al colpo di Stato non chiariscono come ciò sia possibile laddove ci si sia limitati ad applicare le norme costituzionali come era ovvio ed obbligatorio che ciò accadesse, soprattutto dopo i ripetuti appelli e richieste di chiarimento inevasi da Puigdemont e dai suoi seguaci.

Cosa potrebbe accadere ora in Spagna? Molto probabilmente nulla di rivoluzionario, in considerazione della natura democratica e pacifica della stragrande maggioranza del popolo catalano e spagnolo, che ha finora manifestato pacificamente le diverse opinioni nel corso di grandi manifestazioni di piazza svoltesi a Barcellona, che hanno mostrato come il numero di cittadini catalani contrari alla secessione sia certamente non piccolo e molto probabilmente superiore a quello dei separatisti, in considerazione anche dei numerosi sondaggi che confermano una maggioranza in Catalogna contraria al 59% a staccarsi dalla Spagna.

E d’altronde si stenta a comprendere la strategia dei secessionisti catalani, guidati da Carles Puigdemont: nonostante gli appelli a rispettare la legalità costituzionale giunti dal primo ministro Mariano Rajoy e dal Re di Spagna Filippo VI gli indipendentisti non intendono ragioni e procedono verso una rottura istituzionale totale, pur fra vaghe richieste di impossibili mediazioni internazionali ed appelli all’intervento della Chiesa cattolica.

Ma Puigdemont ed i suoi seguaci sono stati definitivamente posti di fronte alle proprie gravi responsabilità, che non possono essere nascoste gridando al Franchismo a al Fascismo, o denunciando fantomatiche occupazioni militari da parte di Madrid.

A questo punto solo la libera volontà dei cittadini Catalani che andranno alle urne il 21 dicembre potrà indicare la via per uscire dalla attuale impasse.

Pertanto la situazione appare chiarissima e lampante: se Puigdemont e gli indipendentisti vogliono procedere verso la secessione debbono sapere che la legge non lo consente, e quindi si cadrebbe nella illegalità a nulla valendo le lamentele sulla libertà violata, sull’autoritarismo di Madrid e simili amenità. Il tempo è scaduto e occorre schierarsi definitivamente dalla parte della legge o contro di essa. Tutto qui.

Costituzione Spagnola del 27 dicembre 1978 – Articolo 155

  1. Ove la Comunità Autonoma non ottemperi agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna, il Governo, previa richiesta al Presidente della Comunità Autonoma e, ove questa sia disattesa con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà prendere le misure necessarie por obbligarla all’adempimento forzato di tali obblighi o per la protezione di detti interessi.
  2. Il Governo potrà dare istruzioni a tutte le Autorità delle Comunità Autonome per l’esecuzione delle misure previste nel comma precedente.

Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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