venerdì, luglio 19, 2019
Home > Italia > Sottrazione internazionale di minori, Simona Mangiante: “L’Europa non funziona”

Sottrazione internazionale di minori, Simona Mangiante: “L’Europa non funziona”

< img src="https://www.la-notizia.net/garante" alt="garante"

Bambini sottratti e portati all’estero: un tema dibattuto, controverso, non ancora affrontato, forse, in maniera del tutto adeguata. Genitori di nazionalità diverse che si amano, spesso si sposano, hanno figli. Poi, all’improvviso, uno dei due decide che non è il caso di proseguire.Ma, invece di risolvere le cose per vie legali in loco e lasciando comunque la possibilità al bambino o ai bambini di continuare ad avere rapporti con l’altro genitore, sparisce, tornando nel proprio paese d’origine e portando con sé la prole.

Solitamente da questo punto in poi, per il soggetto abbandonato, ha inizio un vero e proprio calvario, che spesso dura anni e che comporta spese legali ingenti. Perché accade questo? Perché, spesso alla presenza di sentenze di tribunale che stabiliscono l’affidamento dei figli al coniuge vittima dell’abbandono, i dispositivi di legge non vengono applicati con la dovuta rapidità, e anzi talvolta vengono completamente disattesi? A rispondere a questi quesiti è l’avvocato internazionale Simona Mangiante, portavoce legale dell’associazione International Child Abduction Slovakia. E’ stata responsabile dell’ufficio legale del mediatore Europeo per le sottrazioni internazionali di minori presso il parlamento Europeo.

“Il problema vero – spiega – è proprio l’Europa, che non funziona in quanto tale. Abbiamo inoltrato numerose sollecitazioni affinché venissero adottate concrete risoluzioni al problema, tutte, finora, rimaste in sospeso.  La commissione europea viene costantemente informata delle casistiche ma non interviene. Le leggi esistono ed esistono i tribunali ma troppo spesso viene meno il principio di cooperazione giudiziaria”.


Solo nel 2015 sono stati annoverati 243 casi di sottrazione internazionale di minori aperti in Italia: si tratta di un vero e proprio dramma sociale e di una fattispecie giuridica delicata e meritevole di rispetto. Negli ultimi anni si è evidenziato un trend progressiva crescita che sembra andare di pari passo con l’aumento degli scambi e dei rapporti internazionali e l’avvento della globalizzazione su larga scala: Ogni anno più di 310 mila nuove coppie di nazionalità diversa si sposano ma altri 140 mila matrimoni si concludono con separazioni o divorzi.

“Ci troviamo di fronte – aggiunge la dott.ssa Mangiante – ad un simulacro di diritti che non trova esecuzione. Bisogna cercare di rendere effettiva questa Europa. Ma spesso ci si avvale di cavilli burocratici perché rimanga inattiva. E non si tratta di un problema di poco conto vista  la spesa economica nella maggior parte dei casi sostenuta dal genitore che si trova vittima di sottrazione internazionale di minori senza poi veder risolto il problema e la carica emotiva che tutto questo comporta. L’Europa così non funziona: viene esibita una vetrina di diritti non applicati. Bisogna fare in modo che il concetto di Europa diventi effettivo dal punto di vista del diritto e della cooperazione giudiziaria”.

Esistono leggi e tribunali che stabiliscono in che modo debba essere gestito l’ambito della sottrazione internazionale di minori. Di certo, però, se il diritto rimane un concetto astratto e nel concreto non esiste la possibilità di dare reale esecuzione in tempi ragionevoli a ciò che la legge prevederebbe, forse è il caso che questa Europa faccia una seria riflessione su se stessa. Soprattutto se, di mezzo, ci sono bambini la cui infanzia rischia di essere seriamente compromessa.

Lucia Mosca

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: