mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Puigdemont dall’esilio belga: “Parteciperemo alle elezioni anticipate catalane”

“Parteciperemo alle elezioni catalane del 21 dicembre”. Siamo alle solite: il primo ministro Catalano Carles Puigdemont, esautorato dalle sue funzioni e sostituito dalla vicepremier Soraya Saenz de Santamaria per decisione del Governo di Madrid in applicazione dell’art. 155 della costituzione Spagnola, ha parlato dal suo “esilio” in Belgio.

Allontanatosi da 2 giorni dalla natia Catalogna subito dopo la inopinata dichiarazione di indipendenza dalla Spagna votata dal parlamento regionale di Barcellona, per evitare il pericolo di arresto a seguito della mancata presentazione ai pubblici ministeri che lo stanno indagando per l’ipotesi di sedizione e di attentato alla unità nazionale, Puigdemont ha deciso oggi di incontrare i giornalisti a Bruxelles nelle sale del Circolo della stampa.

Il premier Catalano attualmente rimosso dalle sue funzioni ha rivendicato la propria assoluta disponibilità al dialogo con Madrid manifestata dopo il caotico referendum del 1° ottobre scorso, trascurando però il rifiuto dell’invito formulatogli dal senato Spagnolo ad intervenire ed illustrare le proprie tesi in occasione della riunione fissata per il necessario parere della Camera Alta in ordine all’utilizzo del citato art. 155 della Costituzione posto a difesa dell’unità nazionale.

Lo stesso Puigdemont ha ricordato il programma adottato dal governo catalano per evitare che le proteste indipendentiste ed unioniste svoltesi nelle piazze di Barcellona potessero degenerare in scontri e violenza, rimarcando in questo una pretesa diversità rispetto all’operato del Governo di Madrid.

Nel contempo il leader catalano ha fatto presente di non essere in Belgio per chiedere asilo politico (intendendo forse in tal modo distinguersi dai 4 milioni di clandestini che lo hanno fatto in Europa negli ultimi 3 anni) ma semplicemente per poter operare in libertà e sicurezza”.

Ed alle domande degli organi di stampa ha risposto di essere anche disposto a tornare subito in Catalogna a lavorare, se gli fosse garantito un processo giusto: ha poi ringraziato chi sta facendo sforzi personali per il futuro della Catalogna.

L’obiettivo della azione del governo catalano esautorato da Madrid sarà quello di continuare ad operare perché i maggiori partiti nazionali spagnoli non distruggano le istituzioni catalane; a tal fine viene posta la necessità di impedire l’applicazione dell’art. 155 della Costituzione spagnola per mantenere in carica il governo legittimo della Catalogna.

Puigdemont ha infine concluso manifestando l’intenzione di partecipare alle elezioni regionali catalane anticipate da Madrid al 21 dicembre, accettando la sfida ed impegnandosi a rispettarne i risultati qualsiasi essi saranno.

Lo stesso verrà richiesto al Governo spagnolo sotto forma di impegno preciso – anche se ovviamente un conto sarà accettare i risultati elettorali regionali ed un altro legittimare una secessione della Catalogna dalla Spagna che la carta costituzionale vigente non consente.

L’ultimo appello di Puigdemont è stato rivolto alla Unione Europea, al fine di ottenere il riconoscimento del fatto che la questione catalana sia anche Europea, concernendo il tema della libertà e della autodeterminazione dei Popoli: ed infine le ultime parole sono state destinate ai cittadini Catalani favorevoli all’indipendenza, facendo loro presente che il percorso sarà lungo e difficile.

Bisogna essere lieti della svolta moderata e legalitaria adottata da Puigdemont: solo all’interno delle norme costituzionali si può discutere di maggiore autonomia per Barcellona.

Già 2 giorni fa la grandissima manifestazione contro la secessione che aveva attraversato il centro della capitale Catalana aveva detto un grande parola di chiarezza sulla inconcepibile situazione di tensione in cui le forzature del fronte secessionista hanno infilato la Catalogna e tutta Spagna.

A questo punto il prossimo 21 dicembre la parola tornerà ai cittadini della Catalogna e va auspicato che qualsiasi sarà il risultato il confronto resti pacifico e miri ad un ampliamento della autonomia catalana, anziché verso una secessione che risulterebbe illegale e foriera di gravi tensioni.

                                                                                                                                                    Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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