domenica, Ottobre 17, 2021
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Musumeci verso il 40% in Sicilia: da Catania riparte il Centrodestra unito

Dopo la lunga e tormentata campagna elettorale siciliana, siamo alfine giunti al momento della verità: domani dalle urne dell’isola giungerà un avviso di sfratto al governo Gentiloni, ed un indirizzo fondamentale per il futuro politico non solo della Sicilia ma di tutta la nazione.

Gli ultimissimi sondaggi riservati vedono Nello Musumeci e tutta la coalizione del centrodestra unito viaggiare verso il 40 per cento dei consensi davanti al Movimento 5 stelle di Giancarlo Cancilleri, con la sinistra divisa e lacerata in grave ritardo con un testa a testa fra il rettore Micari messo in pista dalla alleanza renzian-alfaniana e Claudio Fava portabandiera di una sinistra unitaria in crescita con la lista dei 100 passi intitolata al ricordo di Peppino Impastato.

La coalizione di centrodestra sente aria di vittoria – questa volta però sotto la guida della Lega di Matteo Salvini che ha riempito le piazze della Sicilia a sostegno di Musumeci, sancendo definitivamente la trasformazione del suo movimento nordista in una nuova forza a vocazione nazionale – ed ha siglato nella notte di giovedì a Catania il nuovo patto dell’arancino per lanciare la futura campagna per la vittoria nelle prossime elezioni politiche di primavera (se non saranno addirittura anticipate a questo inverno in caso di scivoloni parlamentari del zoppicante governo di centrosinistra).

Il clamoroso flop in Sicilia del centrosinistra a trazione renzian-alfaniana che si sta sempre più profilando e che ha portato ai fallimentari tentativi di minimizzare la portata del voto di domani ridimensionandolo ad una portata meramente locale, suona come una campana a morto per le ambizioni di un prossimo ritorno a Palazzo Chigi da parte di Renzi e della ennesima comoda poltrona di governo da parte di Alfano, che sta andando incontro ad una autentica disfatta proprio a casa sua.

Infatti le ambizioni alfaniane di portare Alternativa Popolare alle urne sicule in doppia cifra si scontrano con la dura realtà dei sondaggi che danno tale cifra ridotta a un terzo dopo l’accordo con il PD e le ultime defezioni ed uscite dal partito che si avvicendano.

E si conferma che D’Alema aveva visto giusto già 2 mesi alzando i toni dello scontro, avendo annusato aria di sconfitta per il PD, e di un ottimo risultato per la nuova sinistra unitaria nella competizione interna allo schieramento progressista.

Appare quindi ampiamente confermato che dalla Sicilia – autentico laboratorio politico fin dai tempi del famoso 61 a 0 di berlusconiana memoria – si leva un vento di tempesta che presto soffierà sui palazzi romani della politica nazionale.

(Immagine tratta dall’ANSA)

                                                                                    Gianni Brandi