sabato, Ottobre 16, 2021
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Nello Musumeci, vittoria in Sicilia: il centrosinistra fa flop

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Avevamo ragione ancora una volta scrivendo 2 mesi fa della prossima vittoria alle regionali siciliane del centrodestra unito a sostegno di Nello Musumeci e della futura disfatta del centrosinistra renzian-alfaniano.

Dopo lo scrutinio di 4.000 sezioni sulle 5.300 totali della Sicilia, Nello Musumeci ha già stravinto con il 39,46 % dei consensi e oltre 584 mila voti lasciando Giancarlo Cancilleri al 34,87 % e ad una distanza di 58 mila suffragi.

Ed il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari si è fermato al 18,73 % ed a 277 mila consensi, nonostante i reiterati appelli al voto utile formulati al fine di recuperare i consensi destinati al candidato della sinistra unitaria Claudio Fava.

Il grande risultato ottenuto dal centrodestra siciliano sta già scuotendo i Palazzi della politica romana: Luigi Di Maio dopo aver inseguito per mesi Matteo  Renzi, sfidandolo  ad  un  duello  televisivo finalmente  concesso per  la serata di domani da Giovanni Floris su La 7 ha improvvisamente annullato il duello televisivo definendo Renzi definitivamente fuori dai giochi, e non più in corsa per la poltrona di futuro premier a Palazzo Chigi.

D’altronde in Sicilia – come già scrivevamo da tempo – il centrosinistra della premiata ditta Renzi-Alfano aveva già fiutato la sconfitta elettorale del rettore Micari, e stava disperatamente provando a derubricare le consultazioni regionali nell’isola corsa a mero fatto locale.

E ricordavamo come tale bizzarra tesi politica locale fosse stata immediatamente apostrofata da D’Alema come autentica idiozia nazionale, in considerazione della grande importanza che da sempre le vicende siciliane hanno rivestito per la politica Italiana, dai tempi del 61 a 0 dei tempi del Berlusconi all’apice del suo successo in avanti.

Il clamoroso flop oggi avveratosi in Sicilia del centrosinistra del tandem renzian-alfaniano che in Sicilia soprattutto si era già distinto per aver spalancato le porte d’Itallia e dell’isola in particolare alla autentica invasione dei clandestini in atto, suona come una campana a morto per le ambizioni di un prossimo ritorno a Palazzo Chigi da parte di Renzi e della ennesima comoda poltrona di governo da parte di Alfano, che sta andando incontro ad una autentica disfatta proprio a casa sua.

Infatti le ambizioni alfaniane di portare Alternativa Popolare alle urne sicule in doppia cifra si scontrano con la dura realtà dei sondaggi che danno tale cifra ridotta a meno di un terzo dopo l’accordo con il PD e le ultime defezioni ed uscite dal partito che si avvicendano.

Nello Musumeci ha vinto. E si conferma che D’Alema aveva visto giusto alzando i toni dello scontro, avendo annusato aria di sconfitta per il PD; appare quindi ampiamente confermato che dalla Sicilia si leva un vento di cambiamento che – già anticipato dal grande successo elettorale conseguito dalla Lega in occasione dei referendum sulla autonomia di Veneto e Lombardi presto soffierà sui palazzi romani della politica nazionale.

 

Gianni Brandi