giovedì, Ottobre 29, 2020
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Scoperta choc nel Vercellese: i resti di un cadavere chiusi in una valigia

Sulla vicenda indagano i carabinieri. La scoperta, fatta da alcuni cacciatori, ha dell’incredibile: i resti di un cadavere, in avanzato stato di decomposizione, sono stati rinvenuti all’interno di una valigia, in provincia di Vercelli. E’ giallo. Il corpo non risulta essere stato fatto a pezzi: era praticamente rannicchiato all’interno dell’involucro trovato a pochi metri da una strada estremamente trafficata nei pressi delle campagne di Alice Castello, quasi in provincia di Biella.

Sul piccolo cumulo di ossa, dalle prime analisi, non sembrerebbero essere stati riscontrati evidenti segni di violenza. Tuttavia solo l’autopsia sarà in grado di dire l’ultima parola e di stabilire il sesso della persona sul cui decesso ora è mistero.

La macabra scoperta risale a sabato mattina. Tuttavia la notizia ufficiale è stata diramata solo nella giornata di oggi. A trovare la valigia sono stati alcuni cacciatori che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

Sono state passate al setaccio tutte le denunce relative a persone scomparse nelle zone di riferimento. Per ora nessun elemento riscontrato sembra essere utile alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Vercelli Francesco Alvino, che nei prossimi giorni disporrà l’autopsia.

La procura ha voluto per l’esame autoptico un professionista esperto in questo genere di casi. La valigia è stata trovata in zona “Sorti”, vicino alla discarica vercellese, sotto il cavalcavia della bretella autostradale di Santhià. La posizione del cadavere ed il fatto che dalle prime risultanze non siano stati riscontrati elementi che facciano pensare ad una morte violenta aprono il campo a molte altre ipotesi tra cui un possibile rapimento finito male. L’autopsia fugherà i primi dubbi relativi alle circostanze della morte e quanto meno stabilirà con assoluta certezza sesso ed età del soggetto rinvenuto nella valigia a causa dell’odore nauseabondo derivato dallo stato di decomposizione. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista. In relazione al caso si stanno muovendo a ritmo serrato le attività di indagine.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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