venerdì, Ottobre 30, 2020
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Corea del Sud, l’arrivo di Trump tra preoccupazioni e proteste

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Le preoccupazioni che Washington possa ricorrere all’azione militare unilaterale sulla penisola coreana stanno generando ansia in Corea del Sud.

“L’era della pazienza strategica è finita”. Queste le parole pronunciate ieri da Donald Trump, riferendosi alla Corea del Nord e alla sua minaccia missilistica, durante l’ultima giornata della sua visita in Giappone. Ed i media sudcoreani hanno espresso preoccupazione per l’arrivo del presidente americano.

il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha in più occasioni fatto presente che non accetta l’idea di un conflitto sulla penisola coreana senza il suo consenso.  Ed in effetti i timori sembrerebbero motivati: molti centri studi, in caso di guerra, prevedono un numero spaventoso di vittime a Seul e dintorni.

L’azione militare contro Pyongyang è aumentata da parte degli Stati Uniti nel mese di settembre, dopo che Trump si è espresso con determinazione in un tweet. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti detto che il Segretario di Stato Rex Tillerson stava “perdendo tempo” con la diplomazia. Ed i bombardieri di B-1B hanno dato il via alle esercitazioni sulla penisola della Corea.

Moon, che ha spinto sul dialogo con Pyongyang, ha apertamente dichiarato che non vuole un’azione militare senza l’approvazione di Seul. La vicinanza di Trump al Primo Ministro giapponese Shinzo Abe è un altro tema caldo in Corea del Sud. Parlando a Tokyo lunedì, Trump ha invitato l’amministrazione di Abe ad acquistare sistemi anti-missili per contrastare la minaccia da parte di Pyongyang.

Ma in Corea del Sud, dove Trump è approdato oggi, l’atmosfera è nettamente diversa: già dallo scorso weekend 220 organizzazioni della società civile hanno organizzato manifestazioni di protesta e per stasera sembrerebbe prevista una grande veglia a lume di candela nel centro di Seul contro i venti di guerra alzati dai toni usati dal presidente americano, che nel frattempo ha lanciato una nuova offensiva contro l’immigrazione, decretando lo stop al programma di protezione per circa 2.500 immigrati dal Nicaragua, che ora avranno 14 mesi di tempo per lasciare gli Usa.

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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