domenica, Ottobre 25, 2020
Home > Italia > Via al dopo Sicilia: il rottamatore verrà rottamato?

Via al dopo Sicilia: il rottamatore verrà rottamato?

< img src="https://www.la-notizia.net/renzi" alt="renzi"

Che le elezioni Regionali in Sicilia sarebbero state significative ed avrebbero avuto una valenza di assoluto rilievo per il panorama nazionale era un fatto noto. Ed in effetti così è stato. Ora per il rottamatore per eccellenza, Matteo Renzi, c’è sul tavolo il serio rischio di essere rottamato.

Il Centrodestra unito ha presentato Nello Musumeci in antitesi al candidato pentastellato Cancelleri ed al candidato del PD Micari, che di certo non si aspettava una così clamorosa sconfitta.

Il popolo siciliano, nonostante la crescente disaffezione al voto (si è recato alle urne solo il 47% degli aventi diritto), ha così urlato a gran voce la propria contrarietà al Governo Nazionale, bocciando il partito che “guida” l’Italia dopo il disastroso esito del Referendum del 4 Dicembre 2016 e delle elezioni amministrative del giugno 2017.

Ora per il PD la resa dei conti interna è già iniziata, con il leader della minoranza interna Andrea Orlando che ha già messo sul tavolo la vera questione: la premiership di Renzi, sancita dallo statuto del Pd che prevede che il segretario sia anche il candidato premier.

Di certo cercare il “capro espiatorio” della sconfitta in Renzi, non servirà a lenire le ferite. E sopratutto i problemi sono determinati per il PD da una serie di concause. Tra l’altro, in questa tornata elettorale, i risultati effettivi non sono stati tanto diversi dalle altre.

Nel 2012, quando vinse le elezioni in Sicilia con Rosario Crocetta, il Partito Democratico prese il 13,42%. Domenica 5 novembre, quando ha perso le elezioni in Sicilia, con Fabrizio Micari, il Partito Democratico ha preso il 13,2%.

Queste elezioni sono sicuramente un grande successo del centrodestra e di Nello Musumeci come candidato; ed anche ad Ostia si è determinato un cambio di rotta. Di certo il problema non è solo Renzi: questa sinistra non è adeguata, si è mostrata troppo autoreferenziale e lontana dai problemi della gente.

Ora, nel PD, mentre cʼè chi punta su Gentiloni per saldare il centrosinistra, spunta anche la carta Minniti. Pisapia vede Grasso. Nel frattempo il segretario Pd, il rottamatore Renzi,pensa a una coalizione che vada alle urne senza indicare il candidato premier. Staremo a vedere.

Ettore Lembo

 

 

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *