venerdì, Novembre 15, 2019
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ACCORDO FRA TRUMP E PUTIN IN VIETNAM SUL FUTURO DELLA SIRIA

Notizie positive sullo stato delle relazioni internazionali giungono da Da Nang in Vietnam: nonostante che non sia stato possibile organizzare un incontro bilaterale fra il Presidente Americano ed il suo omologo Russo nemmeno a margine del vertice APEC ovvero della Organizzazione Pacifico-Asiatica per la cooperazione economica, Trump e Putin hanno trovato comunque un accordo per una dichiarazione congiunta sulle prospettive future della Siria dopo le ripetute sconfitte militari subite dai jihadisti dell’ISIS scacciati da Raqqa e dalle altre roccaforti precedentemente occupate nel Paese medio orientale.
Vladimir Putin, pur non nascondendo le difficoltà ancora esistenti nelle relazioni bilaterali messe a dura prova dalle indagini sul RUSSIAGATE che a Washington stanno assumendo caratteristiche da caccia alle streghe ha sottolineato in conferenza stampa i passi avanti compiuti.
Dopo l’inopinato allontanamento dall’Amministrazione Trump del consigliere capo Steven Bannon, sostenitore dell’alleanza strategica con il Cremlino contro il terrorismo islamista, gli Stati Uniti avevano proceduto ad una svolta pericolosa a partire dall’incredibile bombardamento della base aerea Siriana a Shayrat da parte dei missili TOMAHAWK lanciati dalle navi da guerra a stelle e strisce ai primi di aprile.

Per fortuna si è voltato pagina da quella vicenda che aveva gelato le timide speranze di un riavvicinamento fra Russia ed USA nel nome di una lotta comune al terrorismo e la dichiarazione congiunta di Putin e Trump ha preso atto delle ripetute sconfitte militari sul terreno subite dai terroristi dell’ISIS derivanti dagli sforzi compiuti per il coordinamento fra le azioni militari russe ed americane, che hanno evitato pericolosi incidenti fra le due superpotenze – attualmente divise dal diverso atteggiamento adottato nei confronti del Presidente siriano Assad – ed hanno aumentato significativo le perdite dell’ISIS negli ultimi mesi: preso atto di ciò Stati Uniti e Russia hanno concordato di mantenere i canali di comunicazione tra i rispettivi comandi militari.
A seguire Trump e Putin hanno ribadito la loro volontà di sconfiggere definitivamente il gruppo terroristico del sedicente “Stato Islamico” in Siria, impegnandosi inoltre alla applicazione alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n° 2254 mirante alla tutela della sovranità, indipendenza, unità, integrità territoriale e laicità della Siria.
I due presidenti hanno inoltre convenuto la necessità di una soluzione definitiva per il futuro della Siria derivante dal processo diplomatico di Ginevra, sancendo che il conflitto siriano non ha una soluzione esclusivamente militare dovendosi mirare alla “piena attuazione della risoluzione, compresa la riforma costituzionale ed elezioni libere e giuste sotto la supervisione delle Nazioni Unite in conformità ai più elevati standard internazionali di trasparenza garantendo a tutti i siriani, compresi quelli della diaspora il diritto di partecipare al voto” come citato nella dichiarazione congiunta.
Va apprezzato quindi il passo compiuto nella giusta direzione di un riavvicinamento fra casa Bianca e Cremlino nella lotta al terrorismo internazionale, auspicando che presto ne seguano molti altri.

Il Conte Rosso


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