martedì, 18 Febbraio, 2020
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MONDIALI, ITALIA FUORI: CALCIO DA RIFONDARE, E’ L’ANNO ZERO

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L’apocalisse – sportiva s’intende – tanto temuta si è purtroppo materializzata alfine ieri sera sul prato dello stadio Meazza di Milano: l’Italia non va oltre lo 0-0 contro la Svezia e rimane fuori dai Mondiali di calcio in Russia del prossimo anno.

Dopo la celebre disfatta contro la Corea del Nord del dentista cannoniere Pak Doo Ik, quella di ieri sera rappresenta un’altra autentica Caporetto per l’Italia del calcio che davvero non ci si attendeva.

Basti considerare che l’intera formazione Svedese messa insieme, e priva di fuoriclasse dopo l’abbandono di Ibrahimovic, percepisce un ingaggio inferiore a quello di alcuni dei nostri campioni schierati ieri sul glorioso campo di San Siro per dare la misura del gigantesco fallimento subito dal nostro calcio.

E’ giunta alfine l’ora di voltare pagine e di ripartire da zero: al di la degli evidenti errori commessi commessi dal commissario tecnico Ventura e dell’ancor più marchiano errore di Tavecchio che aveva voluto la sua nomina, al di là delle due sconcertanti prestazioni offerte dalla nostra Nazionale che in 180 minuti giocati fra

Solna e Milano non è stata in grado di realizzare nemmeno un goal alla nazionale Svedese posizionata al 25simo posto delle classifiche mondiali della FIFA, la delusione più grande è stata rappresentata per tutti i nostri tifosi dalla sensazione di impotenza che la nostra nazionale ha fornito ieri sera, incapace di rendersi pericolosa nonostante la evidente modestia dei nostri avversari.

Per cancellare l’onta di una tale eliminazione diventa necessario procedere ad una autentica rifondazione del nostro calcio: è tutto da rifare, e questa volta sul serio e fino in fondo.

Bisogna porre un tetto (d’altronde già previsto negli Stati Uniti per le superstar del basket e del football USA) agli ingaggi faraonici dei giocatori che hanno messo fuori mercato le proprietà Italiane di molti dei nostri maggiori club ceduti ad investitori Cinesi o Americani e bisogna allontanare dal nostro calcio i sedicenti procuratori dei calciatori, primi responsabili della crescita dei costi fuori ogni controllo, comprese ovviamente le pazzesche provvigioni dovute a questi personaggi che essendo dovute su ogni compravendita dei giocatori hanno causato le scomparse delle bandiere nel nostro calcio, ovvero di quei campioni che hanno militato tutta la loro carriera sotto una sola bandiera, come il celebre caso di Gigi Riva che rifiutò tutte le sirene miliardarie che lo tentavano per concludere la propria strepitosa carriera nel Cagliari.

E se vogliamo ripartire dai vivai e valorizzare i nostri giovani fra i quali potranno crescere i campioni di domani, bisogna mettere un limite al numero massimo di 5 calciatori stranieri che possono scendere in campo nelle nostre formazioni di Serie A, evitando il caso di squadre di prima fascia che spesso schierano 10 giocatori stranieri su 11 nelle proprie formazioni titolari.

Ma soprattutto bisognerà rifondare un calcio pulito liberandolo dalla invadenza dei dirigenti federali e delle strutture burocratiche che hanno portato per il dopo Conte alla scelta di un commissario tecnico come Gian Piero Ventura che, al di là delle indubbie qualità umane e morali, si è dimostrato superato nelle concezioni tattiche e nella gestione dei giocatori che deve essere richiesta ad un selezionatore che deve essere anzitutto un motivatore.

SIAMO ALL’ANNO ZERO DEL CALCIO ITALIANO, FUORI DAI MONDIALI: MA I VERI TIFOSI AZZURRI SAPRANNO TENERE DURO PERCHE’ NON ESISTE NOTTE TANTO SCURA DA EVITARE CHE IL SOLE SORGA IL GIORNO DOPO.

Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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