lunedì, Novembre 29, 2021
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DI MAIO DALL’AMERICA: RIFORMA FISCALE “TRUMP” ANCHE IN ITALIA

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Luigi Di Maio, leader e candidato Premier del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni politiche ha iniziato un lungo tour politico attraverso le principali capitali Occidentali di Stati Uniti, Germania e Francia sbarcando ieri a Washington dove ha incontrato il vice assistente del segretario di Stato agli Affari Europei Conrad Tribble.

L’incontro ha fornito l’occasione a Di Maio per riconfermare la fondamentale alleanza storica fra Italia e Stati Uniti facendo al contempo presente ai propri interlocutori che la natura del suo movimento non va considerata ribellista ed anti-sistema, ma semplicemente di supplenza democratica rispetto al vuoto lasciato dal crollo dei partiti tradizionali Italiani nella rappresentanza dei propri cittadini ed elettori.

E la visita al Dipartimento di Stato è valsa anche ad accreditare il Movimento 5 stelle come interlocutore credibile della amministrazione degli Stati Uniti, Paese amico da sempre dell’Italia pur nel quadro di un necessario dialogo anche con la Russia di Putin.

Ed anzi il dialogo con il Cremlino è stato sempre sostenuto dai grillini, che appoggiano in Medio Oriente anche il legittimo governo siriano di Assad, nonostante l’ostilità manifestata dagli Americani nei confronti di quello che considerano un autentico regime.

Ma al di là di posizioni talvolta diverse sui singoli aspetti delle relazioni internazionali, che comunque non mettono in dubbio per Di Maio la permanenza dell’Italia all’interno della NATO anche se con contestuale perseguimento dell’obiettivo di una riduzione delle spese militari, il leader a 5 stelle ha voluto esprimere un particolare apprezzamento per la riforma fiscale varata dalla amministrazione Trump.

Tanto è vero che Di Maio ha prospettato la opportunità di introdurre una riforma fiscale simile anche qui in Italia, al fine di ridurre le imposte gravanti sulle imprese e sui soggetti produttivi, anche a costo di rinegoziare con Bruxelles i tetti imposti sul nostro deficit pubblico.

E certamente l’obiettivo di abbassare le tasse su aziende e cittadini, tagliando al contempo sprechi e sperperi della spesa pubblica, potrà portare notevoli consensi alla campagna elettorale di Di Maio.

                                                                                                        Gianni Brandi