giovedì, Ottobre 29, 2020
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Da un fisico e teologo la teoria dell’immortalità dell’uomo

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Fisico, teologo, esperto conoscitore della cabala. E’ riuscito a combinare esperienza e conoscenze tali da arrivare ad elaborare una teoria sconvolgente: quella dell’immortalità del corpo umano. Parliamo del Dott. Gian Piero Abbate, residente a Pordenone ma originario di Udine.

Come fisico, ha progettato un pezzetto del sincrotrone utilizzato dal suo collega Carlo Rubbia al Cern di Ginevra per gli studi sulle particelle elementari, ripagati col premio Nobel nel 1984. Ha studiato teologia presso l’Istituto di formazione teologica e promozione umana della diocesi di Pordenone.

Sposato, con figli, fu tra i primi nella sua Diocesi a essere nominato dal Vescovo “Ministro straordinario dell’Eucarestia” e grazie a questa qualifica il parroco gli suggerì di iscriversi a Teologia, per diventare Diacono. Alla fine del corso, per la tesi, scelse una ricerca sul Giubileo (era il 1997) che lo portò a studiare l’antica Bibbia. La preparazione della tesi scatenò in lui reazioni impreviste. Secondo il Dott. Abbate, è possibile per l’essere umano raggiungere l’immortalità del corpo. Gli abbiamo chiesto come questo possa essere possibile.

Dott. Abbate, ci spiega in termini semplici in che cosa consiste la sua teoria sull’immortalità del corpo umano e su quali fondamenti si basa?

“Partiamo dal fatto che sono fisico e anche teologo. La prima indicazione relativa al fatto che il nostro corpo fisico è immortale mi è venuta dalla teologia. Basta pensare alla resurrezione di Gesù e al fatto che ha dato la vita a Lazzaro dopo la morte.

Come fisico ho inteso trovare una spiegazione a tutto questo e capire se e come si poteva realizzare nella vita di tutti. L’indizio forte che mi ha portato sulla strada giusta è stato la scoperta da parte mia del fatto che nelle cellule del nostro corpo convivono tre Dna.

Questa informazione si trova anche in Wikipedia. La cosa che mi ha colpito è che di questi 3 Dna due sono strutturati (A e B) e ruotano in direzione destrorsa. Il terzo (Z Dna) non è strutturato – ha vari segmenti  – e ruota in senso opposto, in maniera sinistrorsa.

Ho letto tutto questo come un fisico e non come un biologo. In fisica, lo spin indica in quale direzione è orientata la freccia del tempo. A e B sono due Dna che vengono dal passato ma lo zeta Dna viene dal futuro e va verso il passato.
Se abbiamo un Dna che viene dal futuro verso il passato possiamo costruire in nostro passato come siamo in grado di costruire il nostro futuro. In sostanza possiamo invertire il senso del tempo. In parallelo la fisica sta dimostrando con gli esperimenti che noi viviamo in tempi diversi e in tante dimensioni diverse.

Ho messo insieme tutto questo con le scoperte fatte sull’acqua. Il peso del nostro corpo è costituito dal 70% di acqua. Ma se consideriamo il numero delle molecole che compongono il nostro corpo e valutiamo le molecole di acqua rispetto al totale delle molecole del corpo le molecole d’acqua sono il 99 per cento delle molecole del nostro corpo. Praticamente siamo una goccia d’acqua che cammina, nonostante l’apparenza che ci inganna.

L’acqua è una molecola molto particolare, che ha una memoria e che inoltre subisce molte influenze: dalle vibrazioni dalla voce umana, dai suoni, dalla luce, dai campi magnetici. Noi abbiamo due tipologie di molecole d’acqua nel nostro corpo: l’acqua in forma liquida (H2O), che circola nel sangue e nel sistema linfatico e allo stato plasmatico.

Si presenta sotto forma di gel e la sua molecola è H3O2. Quest’acqua avvolge completamente il Dna, come una guaina di gel. Questa acqua gelatinosa e plasmatica è la responsabile della comunicazione dei segnali che partono dal Dna verso l’esterno e dall’esterno verso il Dna.
Ho scoperto che operando su questa tipologia di acqua, con varie modalità, è possibile influenzare il comportamento del Dna e di conseguenza cambiare lo sviluppo delle cellule.

La persona più longeva al mondo, di cui scientificamente abbiamo le prove,  è Jeanne Calment: è vissuta per 122 anni e 164 giorni. E’ morta nel 1997.
Seguita dei medici, mai malata, è morta di vecchiaia. Amava mangiare e bere. E fumava. Il nostro organismo non è un laboratorio di chimica. I fattori psicologici pesano molto di più di qualsiasi alimentazione e dieta.

La materia nel suo insieme è fatta di tre componenti fondamentali. C’è la materia ordinaria, fatta di protoni e neutroni. Rappresenta il 5 per cento della materia ed è quella che vediamo con i nostri occhi, tocchiamo con le nostre mani o misuriamo con qualsiasi strumento ottico.

E’ la grande illusione scientifica del passato: non si può spiegare così l’intera materia. Il 20 per cento della materia si chiama materia oscura semplicemente perché non è osservabile con la luce. E poi c’è un 75% di materia che si chiama energia oscura perché è materia allo stato di energia.

Il comportamento di tutta la materia è condizionato da un altro elemento che si chiama informazione. Le informazioni non sono i dati, non sono energia, non hanno nessuna forma: sono qualcosa di totalmente immateriale.
Non sono localizzate in nessun punto dello spazio e sono fuori dal tempo. Noi viviamo in questi campi informazionali che come la materia oscura e l’energia oscura non possono essere misurati con macchine di natura metallica o ottica ma sono perfettamente percepiti dalle sostanze organiche. Infatti si stanno attualmente sviluppando nella ricerca in fisica sistemi di misura di tipo organico per poter misurare queste entità diverse.

Quello che è nella nostra esperienza di un anno di ricerca su un panel di 80 persone è risultato evidente. Tutti quanti noi continuiamo ad ereditare attraverso l’acqua del ventre di nostra madre un’informazione che è: “tu devi morire”.
Questa informazione è nel nostro Dna. In realtà, quando veniamo concepiti, la prima cellula che si forma è la cellula madre, tuttora nel nostro corpo, che è una cellula immortale.

Successivamente questa cellula si moltiplica, dando origine ad un primo gruppo di cellule che hanno la forma di una mora e per questo vengono chiamate in biologia “morula”. Sono tutte cellule immortali che sono ancora dentro di noi. La morula forma un anello di cellule con un buco in mezzo che è l’inizio dello sviluppo della colonna vertebrale, la prima cosa che si sviluppa nel feto: questo anello si chiama blastula ed è fatto di cellule immortali.

A questo punto lo sviluppo si origina per ogni parte da una cellula specializzata per quella parte dell’organismo e queste cellule specializzate non sono più immortali. Possono riprodursi fino a 50 volte e poi muoiono. Tutte le cellule dell’organismo contengono lo stesso Dna.
La diversità tra la cellula di un dito e la cellula di un occhio è che la prima ha attivato un pezzettino di dna e l’altra un altro pezzettino. Questo viola una delle leggi fondamentali della fisica. Tutti i processi naturali e la duplicazione avvengono sempre con il minimo di energia.

Quindi avrebbe senso che le cellule diventassero mortali se nel loro processo di specializzazione si portassero dietro solo il pezzetto di dna che interessa loro. Ma visto che questo non accade l’unica spiegazione fisica è che ci sia un comando che altera il processo naturale. Questo comando è quello che abbiamo individuato:  l’informazione “tu devi morire”.
Se viene rimosso questo comando e vengono attivate tutte le funzionalità delle cellule il corpo diventa automaticamente immortale. Per prima cosa ho sperimentato questo su di me ed i risultati sono stati in un anno il recupero totale della vista (ero presbite) ed ho notato la crescita di capelli più scuri.
Anche in termini di forza fisica e di salute percepisco grandi miglioramenti. In sostanza nel 2016 ho bloccato il mio invecchiamento. E’ passato un anno ma non sono invecchiato, ringiovanendo di una frazione di un anno.
Avevo 67 anni quando ho iniziato. Tra dieci anni ne avrò 66″.

 

Da fisico a teologo, qual è stata la molla scatenante?

“Se andiamo alle radici sono un ricercatore scettico e mi sono reso conto che la fisica da sola non bastava. Ho provato così a studiare teologia per vedere se trovavo nuove risposte. Da un punto di vista storico questo è avvenuto quando ero ministro straordinario dell’eucarestia ed il mio parroco mi propose di andare a studiare teologia dicendo che sarei diventato un bravo diacono.

In realtà questo è stato ciò che mi ha cambiato la vita. A metà degli anni ’90 ero in procinto di stilare la mia tesi e mentre si stava andando verso il Giubileo dell’anno 2000 mi sono accorto che nessuno sapeva esattamente quale fosse il reale significato di Giubileo. La mia tesi storica fu quindi proprio sul Giubileo. Vista la mia pignoleria ho ripreso in mano gli antichi testi della Bibbia Ebraica. Quando mi sono immerso in quei testi ho iniziato a ricordare le mie vite precedenti e anche le cose che conoscevo nelle vite precedenti inclusa la cabala”.

 

Come è stata accolta la sua scoperta dal mondo scientifico?

“Il mondo scientifico non esiste come concetto. In realtà ci sono gruppi totalmente separati tra di loro e che si muovono spesso in antagonismo. Un gruppo particolare è costituito dai fisici o dai biologi nucleari rispetto ai quali ormai sono evidenti
i cambiamenti della struttura della materia che sono in corso e quanto sia stata errata l’interpretazione di certe leggi della fisica.

Questi gruppi si dividono in due sezioni: quelli che hanno accolto i nuovi risultati e stanno portando avanti ulteriori ricerche e quelli che, anche se in privato ammettono che le cose stanno così, in pubblico si rifiutano di dichiararlo. Ci sono fisici anche italiani con cui collaboro attivamente”.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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