lunedì, settembre 24, 2018
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Delitto Rapposelli, l’ipotesi avvelenamento: crolla la versione fornita dal figlio

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GIULIANOVA – Sembra ormai stringersi intorno a Simone Santoleri il cerchio delle indagini per quanto riguarda la morte di Renata Rapposelli, scomparsa il 9 ottobre scorso e trovata cadavere nei pressi del fiume Chienti. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona e Teramo sono tornati oggi pomeriggio nell’abitazione del figlio della pittrice, indagato insieme al padre Giuseppe per omicidio in concorso, per effettuare una nuova perquisizione.

Da quanto è stato possibile riscontrare, la ricerca si sarebbe concentrata su farmaci da comparare con possibili tracce di medicinali che potrebbero essere rinvenuti nel corso dell’analisi compiuta sul corpo della donna. Si è anche alla ricerca di lenzuola, tessuti o oggetti, con cui il corpo potrebbe essere stato trasportato.

Nella giornata di ieri i Ris hanno effettuato il previsto sopralluogo alla ricerca di tracce biologiche nell’appartamento di Renata ad Ancona. Si è trattato di due giorni di attività. I Ris hanno lasciato l’appartamento solo stamattina.

Per quanto riguarda invece il sequestro dell’auto di Simone, sono state cercate tracce di un eventuale trasporto del corpo della donna a Tolentino. Già ieri è stato possibile accertare che sono state rinvenute tre tracce biologiche sulle quali i Ris hanno ritenuto di dover effettuare ulteriori analisi. Nulla che abbia a che vedere con il terreno o l’ambiente in cui è stato trovato il corpo di Renata Rapposelli.

Ad una prima analisi, i Ris, secondo quanto riferito dai legali della difesa, avrebbero cercato nell’auto di Simone Santoleri eventuali tracce ematiche da ricondurre ad una morte violenta della pittrice. A quanto pare, ora le ricerche stanno andando più a fondo ed in una direzione ben precisa.

La prova ritenuta decisiva per ribaltare le informazioni fornite in merito alla giornata del 9 ottobre da parte di Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio, entrambi indagati con l’accusa di omicidio in concorso e occultamento di cadavere, è stata la testimonianza della farmacista di Tortoreto, che avrebbe visto la donna intorno alle ore 17.00 del giorno della sua scomparsa, e che avrebbe anche strisciato il suo codice fiscale dandole un farmaco che sarebbe servito per farla tranquillizzare.

Tutto condurrebbe ad una versione dei fatti falsata fornita dal figlio della donna. E gli inquirenti stanno ricostruendo le tappe dell’ultima giornata di Renata. La posizione di Simone Santoleri è ormai appesa ad un filo sottile che forse si sta spezzando proprio in queste ore.

 

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