sabato, Ottobre 23, 2021
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MARITI BANCOMAT, ORA BASTA: BERLUSCONI VINCE IN APPELLO

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Basta con i mariti bancomat, tempi duri per le mogli divorziate: dopo la famosa sentenza della Corte di Cassazione n. 11504 del maggio 2017 con cui la moglie divorziata dell’ex Ministro Vittorio Grilli avevo perso definitivamente il ricco assegno alimentare versatole dal precedente marito in quanto la suprema Corte pur confermando la conforme pronuncia dell’Appello di Milano ne aveva corroborato ulteriormente le motivazioni nel senso del superamento della concezione patrimonialistica del matrimonio stesso erroneamente inteso come sistemazione definitiva, dovendosi invece intenderlo come libero atto di autoresponsabilità, non sussistendo pertanto un diritto della ex consorte a conservare lo stesso tenore di vita precedente, ora giunge dalla Corte di Appello di Milano una sentenza-bomba a favore di Silvio Berlusconi nella guerra legale con la ex moglie Miriam Raffaella Bartolini in arte Veronica Lario.

Il collegio di secondo grado ha completamente ribaltato la pronuncia precedente, annullando il faraonico assegno alimentare di un milione e 400mila euro al mese (e quindi pari a circa 50 mila euro al giorno, ed a circa 4 mila volte la pensione sociale riconosciuta agli anziani nullatenenti) condannando nel contempo la Lario a restituire circa 60 milioni di euro indebitamente percepiti.

Basta quindi per Miriam Raffaella Bartolini con le lunghecrociere ai Caraibi per almeno 4/5 settimane all’anno, con le estetiste, parrucchieri epersonal trainer a domicilio, con la frequentazione, per almeno 5 settimane all’anno, di Villa Certosa a Porto Rotondo rilevate dai giudici della Corte di Appello negli atti processuali.

E’ stata quindi accolta nella decisione giudiziaria la richiesta di revoca del ricco assegno pseudoalimentare formulata dall’ex Primo Ministro Silvio Berlusconi che ha inoltre evidenziato come l’ex moglie non avesse più diritto agli alimenti in quanto, avendo liquidità per 16 milioni (come è spiegato nella sentenza di separazione del tribunale del dicembre 2012), gioielli e società immobiliari, tutti provenienti da donazioni ricevuti dall’ex marito, la stessa godrebbe di certo di una determinata “tranquillità economica” e sarebbe da considerare senz’altro largamente autosufficiente.

E speriamo che la sacrosanta decisione della Corte di Appello, a supporto della precedente pronuncia della Cassazione possa contribuire a stroncare definitivamente il diffuso malcostume di considerare gli ex mariti quali veri e propri bancomat predisposti per la continua erogazione di sontuosi assegni cosiddetti alimentari alle ex mogli, con i cui importi arriverebbero volentieri alla fine del mese decine e centinaia di famiglie Italiane di onesti lavoratori.

Gianni Brandi