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Archivio di Stato di Teramo, presentazione del libro “Teramo nei catasti di età moderna”

Teramo – Giovedì 23 novembre alle ore 18, presso l’Archivio di Stato di Teramo, si terrà l’attesa presentazione del nuovo libro di GIACOMO DE IULIIS dal titolo “TERAMO NEI CATASTI DI ETA’ MODERNA”.

Si tratta di un lavoro straordinario dello storico teramano, una ricerca mai condotta prima che getta una luce nuova sulla storia teramana dei secoli XVII e XVIII, storia fino a oggi praticamente inesplorata.

Alla presenza dell’autore, interverranno la Direttrice dell’Archivio di Stato di Teramo Carmela Di Giovannantonio, lo storico Luigi Ponziani e l’archivista Ottavio Di Stanislao.

Frutto di meticolose ricerche sui catasti teramani del XVII e del XVIII secolo, studiati per la prima volta in modo sistematico, il volume di De Iuliis indaga importanti aspetti della storia, poco conosciuta, delle campagne aprutine di Età moderna. I caratteri e l’evoluzione dell’insediamento rurale e dell’assetto fondiario, la composizione e la fisionomia della società comunale, l’entità e la struttura dei redditi dei contribuenti censiti, il rapporto tra città e campagna, ovvero tra il luogo in cui risiedono i proprietari (laici ed ecclesiastici) e quello dove vivono e lavorano i contadini, sono i principali temi trattati. Dall’esposizione, corredata da un ricco apparato di note e riferimenti bibliografici, emerge il ritratto di un territorio e di una società già avviati verso la mezzadria, sebbene le masserie siano in questa fase storica ancora piuttosto rade, la proprietà fondiaria alquanto frazionata e ancora molto diffusa la piccola proprietà contadina.

Il volume esce come secondo titolo della collana “Storia” diretta da Luigi Ponziani per Ricerche&Redazioni.

Lo stesso Ponziani così si esprime nella densa presentazione al volume:

“Il saggio che Giacomo De Iuliis presenta all’attenzione degli studiosi e dei cultori di storia si propone, per tema e metodi di studio, tra le più interessanti e innovative ricerche pubblicate sull’età moderna, segnatamente sul Settecento teramano. Tutto l’impianto del volume, incardinato come è su originali e fino a oggi scarsamente utilizzate fonti archivistiche, si volge a rischiarare un periodo storico intorno al quale spesso le intuizioni interpretative di chi lo ha preceduto su questo terreno si sono limitate a ipotizzare suggestivi percorsi di ricerca, quasi che la grande stagione “riformista” di fine secolo, incentrata sui Dèlfico e sulla diffusione del pensiero illuminista che la sottende, fosse frutto esclusivo di un gruppo di intellettuali vòlti finalmente a promuovere modernità di pensiero e rinnovamento sociale e civile. (…) Merito di De Iuliis è l’aver affrontata la questione del Settecento aprutino partendo da un punto di vista del tutto nuovo e fino a oggi inesplorato: quello delle fonti catastali. (…) Il lusinghiero risultato cui approda lo studio è viepiù accresciuto – così a noi sembra – da un utilizzo largo e pregnante di fonti bibliografiche che danno conto della serietà e maturità dell’approccio a un tema che, per quanto di ambito territoriale circoscritto, non può essere affrontato senza una visione d’assieme capace di confrontare la specificità locale con lo stato più generale della ricerca”.

Laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna e docente di Lettere nella scuola secondaria, Giacomo De Iuliis studia da anni la storia del territorio teramano. È autore di diversi saggi a questa materia dedicati. Per Ricerche&Redazioni ha pubblicato nel 2013 il volume La battaglia del riso. La risicoltura nell’Abruzzo teramano pre e post-unitario tra proibizione, abusivismo e speranze di ripresa.

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