giovedì, Ottobre 22, 2020
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BALLOTTAGGI A 5 STELLE: OSTIA COME ROMA

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Elezioni a Ostia, vincono i Grillini come a Roma. Stesso copione: muoia Sansone con tutti i Filistei

Come volevasi dimostrare: che al ballottaggio di Ostia, per eleggere il Presidente della circoscrizione del X° Municipio romano – grande quanto una città con i suoi 200mila abitanti – avrebbe vinto il candidato del Movimento 5 stelle, era pressoché scontato e chiaro a chi mastica un po’ di politica senza lasciarsi coinvolgere emotivamente.

Il primo turno elettorale due settimane fa aveva dato precise indicazioni sull’orientamento dei cittadini – pochi, purtroppo – che si erano recati alle urne, escludendo i diversi candidati di sinistra ed il candidato di CasaPound Luca Marsella che comunque aveva ottenuto un buon risultato frutto di una incisiva presenza sul territorio ed azioni riconosciute valide dai cittadini.

A contendersi la partita erano quindi rimasti il Movimento 5 Stelle con la sua candidata Giuliana Di Pillo ed il centrodestra unito a sostegno del candidato espresso da Fratelli d’Italia Monica Picca.

Situazione opposta ma speculare a quella verificatasi relativamente al ballottaggio per le elezioni del Sindaco di Roma nel 2016, quando al ballottaggio si presentarono Virginia Raggi per il Movimento 5 Stelle e Roberto Giachetti per il PD.

Quello che era accaduto due anni fa per le elezioni del sindaco di Roma si è ripetuto in maniera eguale e contraria ora per l’elezione del Presidente del Municipio di Ostia, ripetendo il copione che ha portato in entrambi i casi all’elezione dei candidati Pentastellati in maniera identica pur con avversari provenienti da schieramenti opposti.

Nel giugno 2016 fu il centrodestra, escluso dalla competizione ad appoggiare – anche se in modo non ufficiale – la candidata grillina, mentre il candidato della sinistra unitaria Fassina veniva accusato di aver favorito alla sconfitta del candidato del PD.

Domenica 19 novembre è stata invece la candidata del centrodestra risultata sconfitta, ad accusare Casapound di non averla sostenuta non considerando che quasi sicuramente i voti della sinistra sono confluiti nella candidata Pentastellata.

In pratica lo stesso gioco ma a condizioni inverse.

Assolutamente ininfluente, per quanto si voglia dire, il caso Spada avvenuto nel mezzo tra le due tornate elettorali.

Lo dimostra il fatto che qualcuno avrebbe voluto associarlo a Casapound, come da fotografie in compagnia del suo candidato Luca Marsella, mentre da dichiarazioni dello stesso Spada, documentate da numerose registrazioni, sembra appoggiasse in realtà il Movimento 5 Stelle,

Tuttavia se analizziamo le due situazioni analoghe pur se opposte, in maniera seria e riflessiva, ci accorgiamo che si tratta di realtà estremamente complicate dove il vincitore si trova di fronte situazioni di difficile risoluzione e sarà obbligato, se ne avrà la forza e la competenza, a fare scelte forti e senza un concreto appoggio del governo centrale.

Roma con deficit spaventoso, degno di una finanziaria ad hoc; il Municipio di Ostia con una corruzione ed infiltrazioni malavitose da brivido.

Quindi si è fatto vincere chi, essendosi proclamato da sempre come salvatore del popolo, ancora una volta resterà nell’immobilismo più totale, lasciando i cittadini nella più buia solitudine ed ingovernabilità, come già abbondantemente dimostrato dalla attuale amministrazione municipale a Roma.

Chi subirà le conseguenze di questa drammatica realtà non sono altro che i cittadini, i quali lontani dalle logiche dei partiti che nominano candidati non rappresentativi, disertano le elezioni dimostrando così tutti i limiti di una politica non attenta alla comunità, ma solo a gli ordini di partito.

Che ad Ostia sia andato a votare solo il 33% degli aventi diritto al voto la dice lunga, e si registra drammaticamente che in una sezione della zona di Castelporziano su circa 900 elettori si sono registrati solo 10 voti validi.

Nemmeno l’esempio della Sicilia è stato propedeutico, dove alle logiche dei partiti ciò che ha trascinato il centrodestra alla vittoria è stata la valenza del candidato eletto Nello Musumeci, nonostante il “soccorso rosso” che ha portato il 7% di voti delle liste di centrosinistra a Cancilleri , candidato governatore del Movimento 5 stelle, senza però riuscire in quel caso a ribaltare l’esito delle scelte elettorali.

Un monito a tutti, in vista delle prossime elezioni POLITICHE, ammesso che riusciremo ad andare a votare.

Ettore Lembo

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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