lunedì, Dicembre 6, 2021
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L’appello di 15mila scienziati: la Terra verso l’autodistruzione?

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Non c’è più molto tempo per tornare indietro: cambiamenti significativi o si andrà verso l’autodistruzione. Questo il contenuto dell’appello sottoscritto da 15364 scienziati provenienti da 184 paesi di tutto il mondo fa seguito ad un primo avvertimento che risale all’ormai lontano 1992, quando a far scattare l’allarme era stato un gruppo di 1700 esperti.

Tuttavia, malgrado siano stati registrati progressi nell’abbassamento del livello dei composti chimici che causano il buco nell’ozono, nell’aumento della produzione energetica ricavata da fonti rinnovabili, nel calo del tasso di deforestazione passato dallo 0,18% annuo nel 1992 allo 0,08% di oggi, gli sforzi fatti finora sembrano non essere stati sufficienti.

Ora si rende assolutamente necessaria una drastica inversione di tendenza se si vuole avere la speranza di salvare il salvabile. Questo secondo William Ripple, professore di scienze forestali alla Oregon State University e firmatario del documento. I mali del nostro Pianeta continuano a venire fuori ad uno ad uno.

In buona sostanza gli esperti lanciano un ben preciso avvertimento: siamo prossimi a compiere un “danno irreversibile” al pianeta Terra, siamo a un passo da raggiungere i limiti di tollerabilità della biosfera.

E’ sotto gli occhi di tutti come sia in corso una riduzione delle risorse idriche pro-capite, scese 26% negli ultimi 25 anni, degli stock ittici e come invece siano in crescita le zone marine morte a causa del riversamento in mare delle sostanze inquinanti del settore agrozootecnico.

Nel frattempo le emissioni di gas serra sono aumentate più del 60% e la temperatura media terrestre del 167%, tanto che abbiamo perso il 29% di animali tra cui mammiferi, anfibi, rettili, pesci e uccelli.

Una delle tante soluzioni che dovrebbero essere adottate per combattere il trend è anche quella della riduzione del tasso di crescita della popolazione umana, aumentata di 2 miliardi dal 1992.

Secondo Alberto Basset, professore di ecologia della Università del Salento, ‘è arrivato il tempo di riesaminare e cambiare i comportamenti individuali tra cui la nostra riproduzione, limitarsi a fare due figli per famiglia, e diminuire drasticamente il consumo pro capite di combustibili fossili.

Se non si fa qualcosa di concreto a livello mondiale, avverte il gruppo di scienziati, nel giro di una o due generazioni qualunque accorgimento sarà inutile e porteremo irreversibilmente il nostro Pianeta verso l’autodistruzione.

 

https://www.youtube.com/watch?v=7Av0APEYsDc