martedì, Gennaio 25, 2022
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BILANCIO PUBBLICO A RISCHIO: L’ALLARME DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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Ci risiamo: una sonora bocciatura della manovra finanziaria varata dal governo Gentiloni – il quarto non votato dagli Italiani nella triste serie inaugurata dal professor Monti 6 anni fa or sono – è giunta ieri da Bruxelles.

La Commissione Europea ha puntato il dito la legge di Bilancio che evidenzia una deviazione dall’obiettivo del pareggio di bilancio e di riduzione del debito pubblico, che si prevedono invece per il 2018 evidenziare ben il 2,1% di deficit annuo e addirittura il 130% di debito pubblico.

E quindi, pur concedendo al governo Italiano tutta la tolleranza contabile e la flessibilità finanziaria prevista ed invocata, si richiama comunque Roma a reperire e mettere a bilancio almeno 4 miliardi di Euro: una cifra imponente, ma che rappresenta in ogni caso una goccia nel mare dei debiti in cui sta affondando lo Stato italiano.

Invece di preoccuparsi di ridurre sprechi e privilegi della enorme spesa pubblica corrente oggi in Italia, che ammonta a quasi 850 miliardi di Euro l’anno (pari ad una spesa media di quasi 40 mila Euro l’anno per ogni famiglia italiana) i nostri governanti hanno approvato la ennesima finanziaria elettorale, distribuendo a pioggia mance e contentini che hanno finito di sfasciare i nostri conti pubblici.

La Commissione Europea ha infatti evidenziato come negli ultimi 5 anni l’Italia non abbia approfittato del crollo degli interessi sui debiti sovrani avvenuto in tutto il mondo ed in particolare nella Unione Europea grazie al quantitative easing introdotto da Mario Draghi.

Infatti i 40 miliardi di Euro annui risparmiati sugli interessi dovuti per il debito pubblico sono stati vanificati dallo spropositato aumento di 70 miliardi di euro di spesa corrente improduttiva – e spesso clientelare, vedasi i famigerati 80 euro di Renzi – nonostante il crollo della spesa per investimenti pubblici produttivi, ormai quasi azzerati.

Appaiono quindi sempre più vani i tentativi di imporre freneticamente nuove tasse sulle spalle dei cttadini e delle famiglie Italiane, per fronteggiare una spesa pubblica ormai fuori controllo, ed infarcita di sprechi vergognosi accumulatisi nei decenni per ragioni molto spesso di raccolta di consenso clientelare.

Dallo scandalo delle pensioni d’oro, a quello degli stipendi pubblici d’oro, agli sperperi della politica sembra paradossale che anziché azzerare gli sprechi perpetrati si insista ottusamente nel tartassare gli Italiani.

La si finisca una buona volta di imporre sempre nuove tasse agli Italiani e si cominci finalmente a disboscare gli spaventosi privilegi e sprechi della spesa pubblica, prima che sia troppo tardi.

                                                                                                      Gianni Brandi