lunedì, Dicembre 6, 2021
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Renata Rapposelli, tutta la verità sull’omicidio

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Renata Rapposelli è stata uccisa il 9 ottobre nel tragitto tra Giulianova e Ancona. Probabilmente non ha oltrepassato la Val Vibrata. Alle ore 17:00 è passata in farmacia per acquistare un ansiolitico visto il suo evidente stato di agitazione. Non era del tutto lucida e probabilmente durante il percorso è stata ulteriormente stordita. L’ipotesi più probabile è che sia stata soffocata o strangolata. Ci potrebbe addirittura essere stato un tentativo di soffocamento poi seguito da strangolamento. L’assenza di tracce ematiche rinvenute nei luoghi sottoposti a sequestro e perquisizione da parte di Ris e carabinieri, insieme all’esito dell’autopsia, confermano che non si è trattato di morte violenta (nel senso di colpi d’arma da fuoco  o fendenti) riscontrabile sull’apparato scheletrico.

La donna potrebbe essere stata uccisa tra le 18.30 e le 19.00. Non è stata avvolta in coperte o lenzuola. E’ stata messa nel bagagliaio di una macchina. Probabilmente doveva essere seppellita in prossimità del fiume Chienti a Tolentino dove è stata trovata cadavere. Ma probabilmente qualcosa o qualcuno è arrivato a disturbare l’attività, per cui è stata gettata giù in maniera approssimativa e frettolosa. Al momento sono due gli indagati in relazione al delitto Rapposelli: il figlio Simone e l’ex marito Giuseppe. Le loro posizioni dovranno essere confermate o smentite dalle risultanze d’indagine.

Le ultime testimonianze, riportate nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto”, parlerebbero di urla rabbiose emesse da Simone nel corso di un litigio intorno alle 16.00 del 9 ottobre. Intorno alle 17.00, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto, la donna avrebbe acquistato un calmante e strisciato il proprio codice fiscale. Da lì il buio. Si spegne il cellulare di Renata e si spengono, per essere riaccesi tre giorni dopo, i telefoni di Simone e Giuseppe. Chiunque abbia ucciso la pittrice, di certo ha agito in preda all’impeto.

Si attendono ora le risultanze degli esami disposti sul portabagagli dell’auto del figlio. Sarebbero inoltre state rinvenute tracce, di non ancora ben specificata natura, sul sedile posteriore destro dell’auto. Poi c’è la testimonianza del meccanico. L’auto, portata da lui per una riparazione, avrebbe avuto problemi al cambio, di natura non comune.

 

Il 9 ottobre Renata Rapposelli si reca a Giulianova in quanto preoccupata delle condizioni di salute del figlio. Da lì il litigio scaturito dalla ristrutturazione della cucina e relativo alle richieste economiche della donna all’ex marito, Giuseppe Santoleri.

Il mistero sembra ad essere ad un passo dall’essere risolto. E sicuramente l’attenzione degli inquirenti sempre più si concentra intorno alla figura di Simone. Nel frattempo è stato rinviato alla giornata di domani il  sopralluogo degli investigatori, alla presenza dei legali della difesa, a Tolentino, nel luogo dove è stato rinvenuto il cadavere.

l.m.