giovedì, Dicembre 2, 2021
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Frustavano i figli con il filo elettrico, condannati

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La condanna è di tre anni e sei mesi. Questa la pena inflitta ai genitori egiziani relativamente ai quali sono stati riscontrati gravi episodi di maltrattamenti verso le tre figlie minorenni ed il fratellino più piccolo. Frustavano i figli con il filo elettrico sulle mani e sotto le punte dei piedi. Li legavano alle sedie, li segregavano al buio lasciandoli anche senza cibo. Li costringevano ad alzarsi alle prime luci dell’alba per leggere il Corano. Niente social, niente contatti con l’esterno. Una tortura durata anni. I fatti risalgono agli anni compresi tra il 2011 ed il 2015.

Ad aprire la porta sull’orrore era stata una delle figlie, che confidandosi con un insegnante aveva detto: “Piuttosto che tornare a casa, mi uccido. Papà ci picchia”. Il pm Dionigi Tibone aveva chiesto cinque anni di reclusione per il padre e tre anni e sei mesi per la madre, che oltre a non far nulla per impedire i fatti, segnalava al marito le marachelle dei figli.

I bambini la supplicavano di non dire nulla al papà “che dava le botte”. “Nella mia lunga carriera ho affrontato pochi casi cosi’ gravi”, ha detto in aula il magistrato. “I genitori – che hanno sempre rigettato ogni accusa – non hanno mai chiesto scusa, non si sono mai fermati a riflettere sui loro errori. Non hanno capito il danno che hanno fatto ai loro figli, oggi psicologicamente distrutti”. Gli imputati erano difesi dall’avvocato Guido Savio, le vittime di maltrattamenti erano assistite dall’avvocato Emanuela Martini.