sabato, Dicembre 4, 2021
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Sinai, strage in una moschea sufi: 235 morti

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Attentato in due fasi in una moschea del Sinai: 235 morti. I terroristi hanno collocato alcuni ordigni artigianali lungo il perimetro dell’edificio facendoli esplodere all’uscita dei fedeli a seguito della preghiera del venerdì. Poi hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro chi cercava disperatamente di fuggire. Infine sono fuggiti a bordo di alcuni fuoristrada.

L’attacco è stato uno dei più mortali del paese nella memoria recente. Il numero delle vittime, riportato dai media statali, è diventato sempre più importante a mano, a mano che passavano le ore.

Più di 50 ambulanze hanno soccorso le vittime della moschea al-Rawdah a Bir al-Abed, a ovest della città di Arish, e portati verso gli ospedali vicini. Almeno 130 persone sono rimaste ferite.

Gli ordigni esplosivi hanno squarciato la moschea mentre le preghiere del venerdì stavano volgendo al termine, poi i terroristi si sono avvicinati e hanno aperto il fuoco sui fedeli.

Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco.  Un testimone, proprietario di un negozio di Bir al-Abed, ha detto che la gente del posto ha sentito un’esplosione enorme seguita dagli spari. Quando è arrivato sul luogo dell’attacco ha visto la gente del posto correre, raccogliere i corpi e offrire aiuto ai feriti. Ha detto di aver visto almeno 20 corpi avvolti in stoffa.

La moschea appartiene a un ordine sufi – un ramo mistico dell’Islam i cui seguaci sono considerati dagli islamisti intransigenti come apostati perché riveriscono santi e santuari.

L’attacco è arrivato pochi giorni prima delle celebrazioni annuali del compleanno del profeta Maometto, che è celebrato dai musulmani in Egitto. I festival sono tenuti da moschee affiliate ai Sufi in tutto il paese. A luglio, almeno 23 soldati sono stati uccisi quando autobombe suicide hanno colpito due posti di blocco militari nel Sinai, un attacco per il quale lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità.