mercoledì, Ottobre 16, 2019
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PISAPIA APRE AD ALFANO, MA POI CI RIPENSA

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A volte la realtà supera la fantasia più sfrenata: è di oggi la notizia, poi subito smentita, proveniente dal convegno dei cattolici democratici in svolgimento a Roma all’Istituto Don Sturzo che l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia – pur proclamandosi nel contempo “molto di sinistra” – avrebbe aperto ad una alleanza elettorale con Angelino Alfano ed Alternativa polare (o almeno con quello che ne rimarrebbe).

Una apparente contraddizione che potrebbe inserirsi nel quadro delle “convergenze parallele” di morotea memoria?

Ma l’amletico dubbio viene repentinamente risolto dalla repentina marcia indietro delle stesso Pisapia che smentisce di aver mai dichiarato l’intento di una tale apertura nei confronti di Alfano.


Ma nel frattempo già numerosi – e frettolosi – esponenti renziani si erano precipitati a festeggiare la lieta novella. “Noi vogliamo costruire un campo aperto, largo e progressista” aveva detto Pisapia, non escludendo possibili accordi con la citata Alternativa polare.

Pisapia ha osservato poi: “Veniamo dalla sinistra e saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra”. Si sarebbe atteso quindi solo la risposta di Alfano, reggente di un partito con pochi e traballanti ma pur sempre percorso dall’angoscioso dubbio tra un apparentamento con la sinistra o una corsa in solitaria.

Purtroppo subito dopo Pisapia pronuncia il fatidico dietro-front.  “La notizia che avrei detto sì ad Alfano è completamente inventata”. Peccato però che il citato malinteso avesse già indotto molti democratici a sciogliere le campane per festeggiare la novità epocale.

Ci pensa il capogruppo alla Camera Rosato a spiegare al colto ed all’inclita come e qualmente sarebbe sacrosanta la linea tracciata da Pisapia (anche se lo stesso nega di averlo fatto) per unire il centro e la sinistra nel nome di un progetto riformista coeso e capace di dare un’ulteriore spinta al nostro Paese.

Ma l’entusiamo del PD viene gelato dalla doccia scozzese impartita dagli esponenti di Art. 1 – Movimento Democratico e progressista che al contrario si auguravano – essendo in questo buoni profeti – che le parole di Pisapia fossero state equivocate a proposito di un eventuale alleanza con Alfano, in quanto il progetto di Pisapia in quanto molto di sinistra come definito dallo stesso esponente, dovrebbe rimanere alternativo alle politiche della destra e dei diversamente berlusconiani alla Alfano.

E su questo il deputato di MdpArturo Scotto ha rincarato la dose, rammentando che se così non fosse staremmo vivendo in un mondo alla rovescia, in cui la pretesa lotta al populismo non può sdoganare il trasformismo.

Per fortuna dopo mezz’ora ci ha pensato lo stesso Pisapia a sciogliere i dubbi chiudendo – per ora almeno – la porta in faccia ad Alfano.

Restano poi da vedere le valutazioni dello stesso Alfano, passato dal ruolo di delfino di Berlusconi senza però il quid all’abbraccio a Renzi come nuovo punto di riferimento, agli annunci dell’intenzione di svuotare Forza Italia dei suoi parlamentari da traghettare poi nel centrosinistra dove partecipare alle sorti magnifiche e progressive del Renzismo trionfante.

Come sia finito poi questo geniale ed ambizioso progetto politico è sotto gli occhi di tutti: Alfano è stato asfaltato dagli elettori in casa propria, finendo trombato nella sua Sicilia dove – pur reduce dagli incarichi di ministro della Giustizia, degli Interni e poi degli Esteri – non è nemmeno riuscito a superare la soglia di sbarramento restando fuori dalla Assemblea Regionale Siciliana con un partito come quello di Alternativo Popolare che perde pezzi ogni giorno.

Il resto – ahinoi – alla prossima puntata.

Gianni Brandi

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