lunedì, Ottobre 18, 2021
Home > Italia > Renata Rapposelli, 60 giorni per il Dna

Renata Rapposelli, 60 giorni per il Dna

< img src="https://www.la-notizia.net/renata-rapposelli" alt="renata rapposelli"

Acquisiti nella giornata odierna i reperti (lenzuola, cuscini, coperte) sequestrati dagli investigatori nell’abitazione di Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito di Renata Rapposelli, scomparsa il 9 ottobre scorso e trovata cadavere a Tolentino. I periti si sono presi 60 giorni per esame dell’ eventuale Dna.  I due sono indagati per omicidio in concorso ed occultamento di cadavere. Nel frattempo è stato ultimato nella giornata di sabato l’accertamento condotto sul luogo del ritrovamento del corpo, in prossimità del fiume Chienti.

Disposti e fissati per oggi un nuovo esame cadaverico ed analisi per rinvenire eventuali tracce di Dna di terzi sul corpo della donna. Si effettueranno inoltre analisi sul materiale trovato sul cadavere per effettuare comparazioni con quello rinvenuto nel corso degli ultimi sequestri e sopralluoghi svolti da carabinieri e Ris.

Ci sarebbe un campione interessante rinvenuto nel corso degli esami effettuati dai Ris nella giornata di venerdì sull’auto dei Santoleri. Si è trattato di un’attività durata diverse ore ed estremamente accurata. Si cercavano campioni di terriccio compatibile con il terreno del ritrovamento del cadavere di Renata Rapposelli, scomparsa il 9 ottobre scorso. Ora, chiaramente, il tutto dovrà passare al vaglio dei successivi esami di comparazione. Gli accertamenti hanno avuto inizio intorno alle 11.30 di ieri mattina e sono andati avanti per diverse ore.

Renata Rapposelli potrebbe essere stata uccisa il 9 ottobre nel tragitto tra Giulianova e Ancona. Probabilmente non ha oltrepassato la Val Vibrata. Alle ore 17:00 è passata in farmacia per acquistare un ansiolitico visto il suo evidente stato di agitazione. Non era del tutto lucida e probabilmente durante il percorso è stata ulteriormente stordita.

L’ipotesi più probabile è che sia stata soffocata o strangolata. Ci potrebbe addirittura essere stato un tentativo di soffocamento poi seguito da strangolamento. L’assenza di tracce ematiche rinvenute nei luoghi sottoposti a sequestro e perquisizione da parte di Ris e carabinieri, insieme all’esito dell’autopsia, confermano che non si è trattato di morte violenta (nel senso di colpi d’arma da fuoco  o fendenti) riscontrabile sull’apparato scheletrico.

La donna potrebbe essere stata uccisa tra le 18.30 e le 19.00. Doveva probabilmente essere seppellita in prossimità del fiume Chienti a Tolentino dove è stata trovata cadavere. Ma qualcosa o qualcuno potrebbe essere arrivato a disturbare l’attività, per cui è stata gettata giù in maniera approssimativa e frettolosa.  Intorno alle 17.00, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto che avrebbe reso testimonianza, la donna avrebbe acquistato un calmante e strisciato il proprio codice fiscale. Da lì il buio. Si spegne il cellulare di Renata e si spengono, per essere riaccesi tre giorni dopo, i telefoni di Simone e Giuseppe. Chiunque abbia ucciso la pittrice, di certo ha agito in preda all’impeto.