domenica, Novembre 28, 2021
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SALVINI NON CREDE ALLE FAKE NEWS: INVENZIONE DEL PD

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Fake news: il leader della Lega Matteo Salvini smentisce recisamente ogni ipotesi di futura manipolazione informatica delle prossime elezioni politiche anche qui in Italia, come già ipotizzato possa essere accaduto in occasione delle presidenziali americane e francesi. La pretesa esistenza di pericolosi hacker russi al soldo del Cremlino che facciano dalla mattina alle sera il lavaggio del cervello ad americani, francesi, inglesi, tedeschi, italiani viene considerata priva di ogni credibilità.

 

E d’altronde Salvini ribadisce di non credere ai fantasmi russi e di considerare Putin come uno dei migliori uomini di governo al mondo senza bisogno che nessuno glielo debba suggerire nell’ombra del web, insistendo sul fatto che se ci fosse un Putin anche qui in Italia sarebbe una fortuna per il nostro Paese.

Salvini ha poi rincarato la dose contestando le accuse di Renzi sul pericolo delle fake news provenienti dal Movimento 5 stelle o dalla Lega in vista delle prossime elezioni: il fatto che il leader del partito di governo stia a baloccarsi sui social network a caccia di ipotetici untori viene definito assurdo ed inaccettabile in un Paese con milioni di poveri e disoccupati e con un sistema giustizia ed un sistema scuola ridotti ad autentici colabrodi.

Preoccupiamoci di questo altro che censurare Facebook, ribadisce Salvini, visto che le vere bufale in Italia vengono propagandate con il megafono del governo da tutti i telegiornali del cosiddetto servizio pubblico, invece di pensare ad imbavagliare la Rete.

Ed infine, sulle prospettive di un prossimo governo nel caso – che appare sempre più probabile – di una vittoria del centrodestra alle prossime lezioni Salvini ha voluto lanciare un messaggio all’alleato Berlusconi, sottolineando come ci si debba concentrare sui problemi veri dei cittadini Italiani dalla disoccupazione, all’invasione dei clandestini in atto alla criminalità dilagante, anziché sulla ipotetica distribuzione di poltrone ministeriali.

“Non stiamo facendo la squadra del Milan” ha voluto concludere Salvini e sembra difficile dargli torto.

Gianni Brandi