venerdì, Novembre 15, 2019
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Teramo, crisi comune. Pomante “Il pranzo delle provocazioni è servito”

“Era l’ennesima provocazione, un messaggio ben chiaro soprattutto per il PD, che ha avuto successo ed evoluzione inattesi. Le premesse per comprenderlo c’erano tutte ma, in questa città ormai preda dell’astio personale, delle tifoserie di partito, in cui non c’è più spazio per la politica fatta di confronto e di dialogo, una simile provocazione ha scatenato l’inferno. Innanzitutto una riflessione: perché Paolo Gatti avrebbe dovuto parlare con Gianluca Pomante, se non per raccogliere la stessa provocazione? A quel tavolo, per un accordo, doveva semmai essere seduto Nazario Pagano.

Altro elemento: i giochi per le candidature nazionali sono tutt’altro che fatti e sono quindi assurdi accordi locali. Terzo: in un partito si riunisce prima il direttivo (comunale, provinciale, regionale), si fa prima un’assemblea, soprattutto per decisioni così importanti. Vero il pranzo, vera la chiacchierata sulla situazione di Teramo. Falso, provocatorio, irriverente tutto il resto, su cui alcuni hanno ricamato inutilmente. In ogni caso, credo nel civismo, nella cultura civica, nella partecipazione popolare. Parlerò con chiunque abbia a cuore il bene della nostra città, dei teramani e del nostro territorio, poiché le sue idee non potranno che coincidere con le mie”.

Gianluca Pomante


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