venerdì, giugno 21, 2019
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Salvini a Renzi: “Il problema in Italia sei tu e non il fascismo immaginario”

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L’appello del segretario del Partito Democratico Renzi a respingere intimidazioni e provocazioni di segno fascistoide dopo il blitz del Veneto Fronte Skinheads a Como viene respinto al mittente da Matteo Salvini.

La irruzione del gruppo di militanti anti immigrazionisti all’interno del Centro culturale Artificio di Como, dove si svolgeva una assemblea delle rete di associazioni pro-migranti “Como senza frontiere” viene derubricata dal leader della Lega ad un errore di metodo – comunque pacifico – da parte degli skinheads che hanno sbagliato a fare accesso alla assemblea senza essere stati invitati, ma nel merito Salvini ha ribadito che il tema dell’invasione dei migranti sottolineato dai militanti nazionalisti è evidente e che il business dell’immigrazione clandestina è sotto gli occhi di tutti.

E poi Salvini ha rincarato la dose invitando Renzi, reduce dai tanto decantati mille giorni di preteso buongoverno, a preoccuparsi dei problemi reali degli italiani, anziché di presunte fake news e di inesistenti ritorni al fascismo.


Anche la Meloni, leader di fratelli d’Italia ha dato manforte a Salvini, contestando le accuse di violenza privata mosse da più parti nei confronti degli skinheads mentre nella realtà dei fatti si è trattato al limite di un atto di intimidazione, comunque condannabile, ma va considerato ridicolo l’appello di Renzi, perchè la violenza non è oggettivamente quello che ieri si è visto a Como, rimarcando inoltre che al contrario la violenza vera è stata praticata mille volte dai “compagni” dei Centri sociali che distruggono intere città e bruciano le macchine degli italiani.

Ma in quel caso, denuncia la Meloni, nessuno ha mai fatto appelli per una condanna unanime nei confronti dei Centro Sociali.

Ed in relazione alle polemiche politiche scatenatesi, va comunque dato atto della posizione espressa da parte degli autori dell’atto contestato.

“Non c’è stata alcuna violenza. Ci siamo semplicemente limitati ad’azione pacifica di protesta politica. L’unica cosa che mi viene da pensare è che per loro la violenza sia ascoltare la verità, che forse avrà lesionato le loro coscienze e i loro timpani”. Così spiega i fatti di Como Giordano Caracino, presidente del Veneto Fronte Skinheads.

Ma questa presa di posizione ovviamente non è stata gradita dalle forze di sinistra: l’irruzione pur non avendo provocato incidenti di sorta, è stata condananta da Rifondazione Comunista, che così si è espressa: “Da tempo denunciamo una pericolosissima deriva di stampo fascista a Como, in Lombardia, in Italia ed in Europa e purtroppo spessissimo sottovalutata dalle istituzioni”.

Al di là comunque delle legittime polemiche sorte, va comunque ribadito che fortunatamente nessun incidente né atto di violenza è seguito al blitz di Como, e che questo lascia sperare che il confronto politico anche se aspro che ruota intorno al grave problema della immigrazione clandestina, possa restare nei binari della legalità.

                                                                                                       Il Conte Rosso

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