sabato, Novembre 27, 2021
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Berlusconi contro il M5S: il ceto medio verrà massacrato dai grillini

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L’ex cavaliere Silvio Berlusconi nei videomessaggi inviati a iniziative di Forza Italia svolte a Benevento e Grosseto ha attaccato frontalmente il M5S, considerato il vero avversario politico del centrodestra in vista delle prossime elezioni, dopo la autoeliminazione del Partito democratico renziano e di tutto il centrosinistra.

“Come nostri avversari ci sono il ribellismo, il pauperismo, il giustizialismo dei grillini; le loro ricette economiche che devasterebbero la nostra economia, massacrerebbero in particolare il ceto medio sotto i colpi di una tassazione insostenibile. Ci sono persone che non hanno mai lavorato, che non hanno mai amministrato neppure un condominio.
L’87% dei grillini prima di entrare in Parlamento non aveva mai neppure fatto una dichiarazione dei redditi. Dobbiamo fermarli”. Così Silvio Berlusconi in un video messaggio.

Non hanno mai lavorato, con loro tassazione insostenibile.

Oltre a prevedere una vittoria a valanga per la propria coalizione alle prossime elezioni nazionali in primavera, che vedrebbe raggiungere ampiamente la quota del 40% dei consensi, necessaria per poter governare da soli, Berlusconi ha voluto censurare duramente la teorica ipotesi alternativa rappresentata non più da un Partito Democratico in disarmo, ma dal Movimento 5 stelle di Grillo e Di Maio, definiti come un vecchio comico ed il candidato di una compagine di soggetti che non hanno mai lavorato in vita propria, incapaci ed inadeguati a poter governare l’Italia.

Ma soprattutto l’ex Primo Ministro più longevo del dopoguerra nel nostro Paese ha voluto chiarire agli elettori come le difficoltà di governo incontrate nella propria permanenza quasi decennale a Palazzo Chigi siano state provocate dai ripetuti tradimenti commessi dai tanti alleati sleali ed inaffidabili che si sono avvicendati nel tempo, dal Bossi prima maniera, ai vari Buttiglione, Mastella, Follini, Casini fino ai casi più incredibili dei voltafaccia di Fini ed Alfano.

Contro questa autentica piaga italica rappresentata dal secolare trasformismo che alligna nelle aule parlamentari Berlusconi ha annunciato – d’intesa con i propri alleati della Lega e di Fratelli d’Italia – l’intenzione di cambiare la Costituzione introducendo finalmente l’obbligo per i parlamentari eletti del vincolo di mandato, per impedire nuovi voltagabbana che verrebbero costretti in caso di cambio di casacca a dimettersi dal Parlamento.