domenica, Ottobre 25, 2020
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Dissequestrata l’auto dei Santoleri, possibile prova per comparazione

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E’ stata dissequestrata nella giornata odierna l’auto di Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito di Renata Rapposelli, entrambi indagati per omicidio in concorso ed occultamento di cadavere. Sarebbe stato prelevato un pezzo di plastica sotto una delle ruote per la comparazione con quello trovato a Tolentino.

Il veicolo verrà restituito a Simone Santoleri nella giornata di domani. A breve prenderà inoltre il via l’operazione di disboscamento nella zona dove è stato rinvenuto il corpo della pittrice scomparsa il 9 ottobre scorso e poi trovata cadavere in prossimità del fiume Chienti con la finalità di rintracciare i suoi effetti personali.

Della donna non si sono più avute notizie da quella giornata, quando, preoccupata per le condizioni di salute del figlio Simone, si è recata a Giulianova dov’è l’abitazione in cui l’uomo viveva col padre Giuseppe.Quest’ultimo si era trasferito dal figlio dopo la separazione, in quanto navigava in cattive acque.

Attualmente Giuseppe è ricoverato in una struttura di Ascoli Piceno specializzata nella trattazione di problemi di natura psichiatrica. Dopo la notizia del ritrovamento del cadavere della ex moglie, ha tentato il suicidio ingerendo un mix di medicinali. Non si è ancora del tutto ripreso.

Sono in corso gli esami tossicologici per capire se Renata possa essere stata avvelenata. Ma, al momento, l’ipotesi più plausibile è che sia stata soffocata o strangolata.

L’assenza di tracce ematiche rinvenute nei luoghi sottoposti a sequestro e perquisizione da parte di Ris e carabinieri, insieme all’esito dell’autopsia, hanno comunque confermato che non si è trattato di morte violenta (nel senso di colpi d’arma da fuoco o da taglio) riscontrabile sull’apparato scheletrico.

Tutto da dimostrare, è ovvio. Ma ci sono elementi che condurrebbero in questa direzione. Anche Simone Santoleri sta accusando i colpi della vicenda ed è sempre più provato. Nel frattempo le indagini proseguono e si spera che si possa arrivare al più presto alla verità dei fatti.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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