martedì, Ottobre 20, 2020
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Gerusalemme capitale di Israele: la ribellione dei palestinesi

Allerta ad Israele per possibili disordini e scontri oggi alla fine delle preghiere del venerdì sulla Spianata delle Moschee e in Cisgiordania per il terzo ‘Giorno di rabbia’ indetto dai palestinesi contro la decisione Usa di riconoscere la città capitale di Israele. L’esercito ha incrementato la sua presenza in tutta la Cisgiordania.

Donald Trump, su Twitter, ha ribadito di aver mantenuto la propria promessa elettorale. Questo in relazione all’annuncio di voler trasferire l’ambasciata Usa a Gerusalemme e aver dichiarato la città capitale di Israele.

Dalla Cisgiordania a Gaza, i palestinesi si sono però ribellati a questa decisione. Dalla Striscia il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha chiamato alla terza Intifada contro “l’occupazione e il nemico sionista”, mentre gli scontri nei Territori hanno fatto registrare oltre cento feriti.

“Il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele – ha tuonato Haniyeh – è una dichiarazione di guerra nei nostri confronti”. Parole riecheggiate dai canali dell’Isis e di al Qaida, che hanno minacciato di attaccare le ambasciate americane e israeliane. Mentre dal Libano il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha annunciato “un’immensa manifestazione popolare” per lunedì a Beirut. In serata due razzi sono stati lanciati dalla Striscia verso il sud di Israele, ma sono caduti all’interno dell’enclave palestinese.

Al secondo giorno di rabbia palestinese, e alla vigilia del venerdì di preghiera, la tensione insomma cresce sempre di più. Il bilancio degli scontri nelle manifestazioni di oggi che hanno punteggiato i Territori (da Betlemme, i più gravi, a Hebron, da Ramallah a Tulkarem, a Nablus) è di oltre 100 feriti palestinesi. Molte le bandiere Usa bruciate e le effigi di Trump e Netanyahu date alle fiamme durante le proteste accompagnate dallo sciopero generale proclamato in tutti i Territori.

“Facciamo appello affinché domani 8 dicembre – ha rivendicato ieri Haniyeh – sia il giorno in cui si scatenino la collera e l’Intifada palestinese contro l’occupazione a Gerusalemme e nella Cisgiordania”. E mentre il premier Benyamin Netanyahu – che in questa fase ha unito maggioranza e opposizione – ha preannunciato che presto altri Paesi seguiranno gli Usa, il presidente Abu Mazen è corso in Giordania ad incontrare re Abdallah per “consultazioni urgenti”.

“Siamo in contatto con altri Paesi affinché esprimano un riconoscimento analogo – ha detto Netanyahu – e non ho alcun dubbio che quando l’ambasciata Usa passerà a Gerusalemme, e forse anche prima, molte altre ambasciate si trasferiranno. E’ giunto il momento”. Abu Mazen e Abdallah gli hanno risposto ricordando che la mossa di Trump “rappresenta una violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni della legittimità internazionale”.

In un altro passo pieno di significato politico, il premier Rami Hamdallah è andato a Gaza per rilanciare la riconciliazione palestinese, in primis Hamas, appannatisi nei giorni scorsi. Nel subbuglio internazionale creato dalla dichiarazione di Trump, l’Europa ha preso le distanze dall’alleato Usa: l’annuncio della Casa Bianca su Gerusalemme – ha sottolineato il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini – ha “un impatto potenziale molto preoccupante”, perché avviene in un “contesto fragile” e potrebbe “farci tornare indietro ai tempi più bui”.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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