domenica, settembre 15, 2019
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Puigdemont, il ritorno: acclamato dagli indipendentisti catalani

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Il ritorno di Puigdemont: in vista delle nuove elezioni catalane del prossimo 21 dicembre nella giornata di ieri 45mila manifestanti per la indipendenza della Catalogna hanno invaso le strade di Bruxelles per manifestare il loro appoggio a Carles Puidgdemont, premier Catalano destituito dal governo Spagnolo ed espatriato in Belgio.

Ringraziando il Belgio per la ospitalità concessa Puigdemont nel suo intervento alla conclusione della manifestazione ha rivolto un appello all’Unione Europea – da tempo schierata a favore del mantenimento dell’integrità territoriale Spagnola – affinchè oltre alle legittime istanze degli stati membri vengano prese in considerazione anche quelle espresse dai popoli sovrani e dai.

Ed ha chiesto all’Europa di assumere una posizione più equilibrata ed imparziale sulla richiesta di indipendenza catalana, essendo capace di schierarsi anche contro il governo di Madrid quando si cerca di frenare le istanze indipendentiste democraticamente espresse facendo ricorso a misure repressive,


Alla fine del comizio l’ex presidente catalano Carles Puigdemont ha abbracciato i manifestanti affluiti a Bruxelles che hanno sfilato per tre ore nelle strade della capitale europea, ringraziandoli per la loro presenza ed il loro appoggio.

Con una sciarpa gialla al collo Puigdemont è stato acclamato dalla piazza ed ha fatto precedere il suo intervento dall’inno della Unione Europea in segno di reciproco rispetto fra il popolo degli indipendentisti catalani e le istituzioni Europee.

L’atteso rientro a Barcellona dell’ex primo ministro di Catalogna per rispondere alla convocazione dei pubblici ministeri incaricati di indagare sulle ipotesi di sedizione ed attentato alla unità nazionale della Spagna a carico di Puigdemont, più volte annunciato e poi puntualmente smentito, resta un punto interrogativo.

La situazione dopo i continui annunci di Puigdemont del suo rientro in Patria se gli venisse garantito un processo giusto ed i puntuali ripensamenti motivati dalla necessità di evitare la pretesa repressione operata dal governo di Madrid sta finendo per assomigliare ad un giro di walzer, o per meglio dire ad una sardana, il tipico girotondo catalano.

E tutto questo ovviamente non potrà giovare alla causa della pretesa indipendenza della catalogna, che al di là di ogni giudizio meriterebbe una leadership dotata di maggior carisma e determinazione.

Resta solo da sperare che alla fine Puigdemont rientri in Patria e si presenti ai giudici confermando l’intenzione di partecipare alle elezioni regionali catalane anticipate da Madrid al 21 dicembre, accettando la sfida ed impegnandosi a rispettarne i risultati qualsiasi essi saranno. A quel punto la parola tornerà ai cittadini della Catalogna e va auspicato che qualsiasi sarà il risultato il confronto resti pacifico e miri ad un ampliamento della autonomia catalana, anziché verso una secessione che risulterebbe illegale e foriera di gravi tensioni.

Lo stesso verrà richiesto al Governo spagnolo sotto forma di impegno preciso – anche se ovviamente un conto sarà accettare i risultati elettorali regionali ed un altro legittimare una secessione della Catalogna dalla Spagna che la carta costituzionale vigente non consente.

Ed anche l’ultimo appello di Puigdemont rivolto alla Unione Europea, al fine di ottenere il riconoscimento del fatto che la questione catalana sia anche Europea, concernendo il tema della libertà e della autodeterminazione dei Popoli suonerebbe più credibile se pronunciato da un politico coerente che si assumesse fino in fondo le responsabilità delle proprie azioni. (foto ANSA)

       

                                                                       Il Conte Rosso

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