mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Berlusconi non crede a Biden: nessuna manipolazione russa sul referendum

Un Silvio Berlusconi in gran forma e lanciato verso la riconquista di Palazzo Chigi non tradisce la vecchia amicizia con Vladimir Putin e ribadendo la sua stima per il leader Russo destituisce di ogni fondamento le accuse dell’ex vice-Presidente della passata amministrazione Obama che ha ipotizzato oscure manipolazioni informatiche pilotate dai vertici del Cremlino per determinare un anno fa il fallimento del referendum istituzionale voluto dall’allora governo Renzi.

Per il cavaliere le accuse mosse da Joe Biden contro Mosca, per le presunte manipolazioni delle opinioni pubbliche dei Paesi occidentali sono sorprendenti, peccano di complottismo, e vengono considerate come assolutamente non credibili.

Berlusconi manifesta di non credere al complotto ipotizzato a carico del Cremlino e di ritenere che le accuse dell’ex vice presidente americano Joe Biden all’indirizzo della Russia sul referendum dell’anno scorso in Italia siano condizionate dal clima di caccia alle streghe generato dall’indagine sul presunto “Russiagate” con cui i democratici americani stanno tentando un improbabile impeachment nei confronti del Presidente Trump.

L’amico Vladimir Putin secondo Berlusconi non ha affatto alterato il processo democratico in Italia influenzando l’opinione degli elettori per indurli a bocciare il referendum istituzionale voluto da Renzi e dalla sua maggioranza (questi ultimi per davvero mai votato dagli Italiani).

Silvio Berlusconi al contrario plaude al risultato espresso liberamente dagli elettori ritenendo gli italiani un popolo libero, intelligente e consapevole ed assolutamente indisponibile a farsi manovrare da chicchessia, e meno che mai dai fantomatici hacker russi manovrati dal Cremlino che sono stati misteriosamente scoperti solo dall’ex vice-Presidente Biden.

Per il cavaliere il popolo sovrano ha votato No al referendum costituzionale per difendere la democrazia e per impedire una pericolosa deriva personalistica e leaderistica.

E certamente non è possibile contestare da parte della sinistra americana ogni risultato elettorale non gradito che si verifichi nei Paesi occidentali tentando di attribuirne la colpa a fantomatiche manovre di Putin e del Cremlino. (foto: Financial Times)

Gianni Brandi 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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