sabato, Novembre 27, 2021
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Berlusconi non crede a Biden: nessuna manipolazione russa sul referendum

Un Silvio Berlusconi in gran forma e lanciato verso la riconquista di Palazzo Chigi non tradisce la vecchia amicizia con Vladimir Putin e ribadendo la sua stima per il leader Russo destituisce di ogni fondamento le accuse dell’ex vice-Presidente della passata amministrazione Obama che ha ipotizzato oscure manipolazioni informatiche pilotate dai vertici del Cremlino per determinare un anno fa il fallimento del referendum istituzionale voluto dall’allora governo Renzi.

Per il cavaliere le accuse mosse da Joe Biden contro Mosca, per le presunte manipolazioni delle opinioni pubbliche dei Paesi occidentali sono sorprendenti, peccano di complottismo, e vengono considerate come assolutamente non credibili.

Berlusconi manifesta di non credere al complotto ipotizzato a carico del Cremlino e di ritenere che le accuse dell’ex vice presidente americano Joe Biden all’indirizzo della Russia sul referendum dell’anno scorso in Italia siano condizionate dal clima di caccia alle streghe generato dall’indagine sul presunto “Russiagate” con cui i democratici americani stanno tentando un improbabile impeachment nei confronti del Presidente Trump.

L’amico Vladimir Putin secondo Berlusconi non ha affatto alterato il processo democratico in Italia influenzando l’opinione degli elettori per indurli a bocciare il referendum istituzionale voluto da Renzi e dalla sua maggioranza (questi ultimi per davvero mai votato dagli Italiani).

Silvio Berlusconi al contrario plaude al risultato espresso liberamente dagli elettori ritenendo gli italiani un popolo libero, intelligente e consapevole ed assolutamente indisponibile a farsi manovrare da chicchessia, e meno che mai dai fantomatici hacker russi manovrati dal Cremlino che sono stati misteriosamente scoperti solo dall’ex vice-Presidente Biden.

Per il cavaliere il popolo sovrano ha votato No al referendum costituzionale per difendere la democrazia e per impedire una pericolosa deriva personalistica e leaderistica.

E certamente non è possibile contestare da parte della sinistra americana ogni risultato elettorale non gradito che si verifichi nei Paesi occidentali tentando di attribuirne la colpa a fantomatiche manovre di Putin e del Cremlino. (foto: Financial Times)

Gianni Brandi