giovedì, Dicembre 9, 2021
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SALVINI CONTRO LO “IUS SOLI”: NO ALLA CITTADINANZA FACILE

Matteo Salvini contro lo “ius soli”. Il leader della Lega ed aspirante premier del centrodestra assai soddisfatto per il definitivo affossamento al Senato del progetto di legge sulla cittadinanza facile torna da ospite sul controverso argomento che oltre a compattare le opposizioni contro la proposta di introdurlo nella calendarizzazione dei lavori parlamentari ha provocato la rottura definitiva fra Pisapia e la coalizione di centrosinistra che ha accolto la richiesta proveniente da Alternativa Popolare di rinvio “sine die” dell’esame del relativo progetto di legge.

Ed entrando nel merito della proposta molto cara alla sinistra immigrazionista ed a i teorici della accoglienza a tutti i costi, Matteo Salvini contesta radicalmente tale tesi.

Per il leader della Lega non più del solo Nord ma oggi divenuta movimento nazionale, la cittadinanza Italiana è qualcosa di così importante che va meritata e non va considerata alla stregua di un diritto acquisito sulla base di un semplice automatismo.

La scelta di chiedere di diventare cittadini Italiani va valutata nelle sue implicazioni da parte del richiedente e vincolata al compimento della maggiore età, allo stesso modo in cui tale limite vale per la richiesta della patente di guida e per la acquisizione del diritto di votare alle elezioni.

E Salvini non si è fatto pregare per censurare i titoli di stampa che annunciavano stamattina una presunta svolta antirazzista nella linea del leader della Lega che ha dichiarato ieri in occasione della manifestazione svoltasi a Roma accanto alla chiusura nei confronti della immigrazione clandestina (che per troppo tempo è divenuta un business a favore di cooperative ed organizzazioni ecclesiali) la massima apertura alla integrazione degli immigrati regolari che lavorano e pagano le tasse nel nostro Paese, contribuendo alla crescita economica e sociale della comunità nazionale.

A tale riguardo Matteo Salvini ha tacciato certi titoli di stampa come demenziali, rivendicando al contrario di non aver mai discriminato i cittadini Italiani in base al colore della pelle, o alla razza, o al credo religioso, e ribadendo che il vero problema non è rappresentato dalla immigrazione regolare, ma al contrario dalla autentica invasione di  centinaia di migliaia di clandestini che non scappano dalle guerre, ma che si spacciano per rifugiati politici senza averne i requisiti.

Questa invasione oltre a portare insicurezza nel nostro Paese crea una concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori italiani messi fuori mercato da chi fruendo dei sussidi sociali può consentirsi di accettare salari al ribasso che vanno ad aggiungersi alla perdita dei diritti lavorativi e previdenziali degli Italiani, già danneggiati dall’iperliberismo imposto dalle sciagurate politiche rigoriste imposte da questa Unione Europea.

 

                                                                                                                                                         Il Conte Rosso