giovedì, Dicembre 9, 2021
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Renata Rapposelli, il delitto: esiste la prova del suo arrivo a Giulianova

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Dalle ultime risultanze, esisterebbe la prova dell’arrivo di Renata Rapposelli a Giulianova e consisterebbe nel collegamento alle relative celle telefoniche quello stesso 9 ottobre, giorno in cui la pittrice è scomparsa per poi essere trovata cadavere a Tolentino, in prossimità del fiume Chienti. Da lì il buio. Il cellulare della donna si sarebbe spento contemporaneamente o quasi alle utenze mobili di Giuseppe e Simone Santoleri, ex marito e figlio della donna, attualmente unici indagati per omicidio in concorso ed occultamento di cadavere.

Per quanto riguarda il mistero delle utenze telefoniche, in riferimento al fatto che i cellulari di Simone, Giuseppe, Renata si sarebbero spenti più o meno nello stesso momento e che padre e figlio non li avrebbero riaccesi per ben tre giorni, uno dei legali della difesa, l’avv. Gianluca Reitano, fa alcune puntualizzazioni.

“Simone Santoleri – spiega – ha ben tre utenze telefoniche ed il giorno dopo ha parlato con diverse persone, tra cui una conoscente di Firenze che dovrebbe già essere stata sentita. Per ciò che concerne invece Giuseppe Santoleri, non è una persona abituata a gestire rapporti sociali e non ha questa eccessiva familiarità con il telefono cellulare. Non è proprio in grado di gestirlo. Magari non si era accorto che era scarico e l’ha lasciato così”.

L’ipotesi più probabile è che sia stata soffocata o strangolata. Ci potrebbe addirittura essere stato un tentativo di soffocamento poi seguito da strangolamento. L’assenza di tracce ematiche rinvenute nei luoghi sottoposti a sequestro e perquisizione da parte di Ris e carabinieri, insieme all’esito dell’autopsia, confermano che non si è trattato di morte violenta (nel senso di colpi d’arma da fuoco o da taglio) riscontrabile sull’apparato scheletrico.

La donna potrebbe essere stata uccisa tra le 18.30 e le 19.00. Le ultime testimonianze, riportate nel corso di varie trasmissioni televisive di approfondimento, parlerebbero di urla rabbiose emesse da Simone nel corso di un litigio intorno alle 16.00 del 9 ottobre. Intorno alle 17.00, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto, la donna avrebbe acquistato un calmante e strisciato il proprio codice fiscale. Ma di questa testimonianza non esiste ancora alcuna prova oggettiva. Chiunque abbia ucciso la pittrice, in ogni caso, ha agito in preda all’impeto.

Il 9 ottobre Renata Rapposelli si reca a Giulianova in quanto preoccupata delle condizioni di salute del figlio. Da lì il litigio scaturito dalla ristrutturazione della cucina e relativo alle richieste economiche della donna all’ex marito, Giuseppe Santoleri. L’attenzione degli inquirenti sembra essere sempre più concentrata sulla figura di Simone.