domenica, Novembre 28, 2021
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Approvata la legge sul biotestamento, scelta di civiltà o demagogica? 

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E’ stata approvata con 180 voti si, 71 no e 6 astenuti al Senato la tanto discussa legge sul Biotestamento, incassando, dopo otto mesi di forti tensioni politiche, il via libera definitivo dell’aula di Palazzo Madama. Un applauso è seguito alla sua approvazione. Queste le parole del premier Gentiloni: “Biotestamento: dal Senato via libera a una scelta di civiltà. Un passo avanti per la dignità della persona”.

Il Presidente del Senato: “Pur nella diversità delle opinioni, di fronte a noi dobbiamo tener presente la vita reale delle persone, i loro bisogni, le loro sofferenze, le loro aspettative. Possiamo dire di aver assolto al nostro compito quando, in coscienza, decidiamo secondo criteri di responsabilità, cercando tutti insieme la strada di maggior condivisione possibile anche sulle questioni più divisive”

Il Presidente della Camera: “L’approvazione definitiva della legge sul #biotestamento è un importante e positivo atto di responsabilità del #Parlamento. D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche.”

Non entriamo nel merito, ritenendo tardiva ogni riflessione. Sembrerebbe tuttavia una legge voluta più per ideologica motivazione che per reale ed urgente necessità.

E suonano ambigue le affermazioni di taluni esponenti politici di Governo che hanno indicato questa approvazione come un passo avanti verso la civiltà. Il vero passo verso la civiltà sarebbe in realtà un altro: rendere dignitosa la vita dei cittadini italiani, vessati e stritolati in ogni modo dalla burocrazia, dal progressivo peggioramento delle condizioni economiche, dalla mancanza di lavoro, da una sanità che sempre meno garantisce il diritto alla salute.

 

Oltre 4 milioni di persone si trovano in stato di povertà assoluta e ben 18 milioni si trovano al limite.

Ben 22 milioni di contribuenti hanno problemi con il Fisco e non pagano le tasse per mancanza di liquidità; molti di loro rischiano di perdere la casa per rifondere i debiti.

Per non parlare dei terremotati, che hanno dovuto aspettare mesi e mesi per veder consegnare le prime casette. Molti di loro si trovano ancora nello stato emergenziale. Sarebbe forse stato un atto di civiltà promulgare una legge speciale che potesse consentire il disbrigo delle urgenze con maggiore fluidità e senza l’angosciante peso della burocrazia.

Non si può che rimanere quindi perplessi quando eminenti esponenti di Governo elevano certe leggi, più demagogiche che pensate per risolvere problemi reali, a simbolo di civiltà, mentre poi si lascia il popolo italiano in balìa di se stesso e senza aiuti da parte Stato.

Ettore Lembo