domenica, Novembre 28, 2021
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Pyongyang: “Gli Stati Uniti cessino la propria politica ostile”

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PYONGYANG – L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna riferisce che il Segretario di Stato americano Tillerson ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero essere aperti a colloqui di pace con la Corea del Nord senza pre-condizioni. “L’opzione diplomatica – queste sarebbero state le sue parole – è disponibile solo se la Corea del Nord si mostrerà pronta a rinunciare al programma di implementazione nucleare, e Pyongyang si siederà al tavolo astenendosi da ulteriori provocazioni militari”.

Commentando il fatto, il Rodong Sinmun conferma che gli Stati Uniti stanno cercando, proponendo l’opzione del dialogo, di smantellare il sistema nucleare del regime e che quindi non c’è nulla di cambiato.

“La Corea del Nord  – scrive il Rodong Sinmun secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana – non ha interesse ad intavolare un dialogo con gli Stati Uniti a queste condizioni”.

Nell’editoriale si legge:

“Come ha sempre ribadito la Corea del Nord, il modo per risolvere il problema con gli Stati Uniti è che gli Stati Uniti abbandonino presto la loro politica ostile, che smettano di considerare Pyongyang un nemico e che siano capaci di coesistere con il regime ed il suo sistema di armi nucleari.

Fintanto che la politica ostile degli Stati Uniti e la minaccia nucleare verso la Corea del Nord non cesseranno definitivamente, Pyongyang non metterà mai le sue armi nucleari e i missili balistici sul tavolo dei negoziati, né si allontanerà di un solo centimetro dalla strada già scelta per rafforzare la propria potenza. Questo è un punto imprescindibile della linea che la Corea del Nord continuerà a tenere”.

Il presidente americano Donald Trump e la sua amministrazione stanno “implorando una guerra nucleare”, ha affermato all’inizio di dicembre un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano in una nota, in cui il tycoon è definito un “demone nucleare” e un “distruttore della pace globale”. Trump sta “inscenando una scommessa nucleare estremamente pericolosa sulla penisola coreana”.