domenica, Novembre 28, 2021
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Taranto, call center paga 92 euro per un mese di lavoro

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L’offerta iniziale era di 12mila euro all’anno per chi avesse intrapreso l’attività lavorativa presso un call center di Taranto che adesso è nel mirino dei sindacati. Ma all’atto pratico la paga si è rivelata essere di 92 euro per un mese di lavoro. Se ci si alzava dalla postazione, anche solo per andare in bagno, erano infatti dolori perché partivano i tagli sui compensi. L’incredibile vicenda è stata denunciata dalla Cgil dopo la segnalazione pervenuta da parte di 7 lavoratrici.  E’ stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

Tutto avrebbe avuto inizio da un annuncio su un sito web, secondo quanto raccontato da Andrea Lumino della Slc Cgil pugliese.

“Si parlava  – spiega – di un’azienda di Lecce con sede a Taranto, in via Bari, che offriva ben 12mila euro all’anno, ma la realtà non solo era differente, ma superava di gran lunga la loro immaginazione”. Dopo aver iniziato a lavorare per l’azienda a metà ottobre, a dicembre le lavoratrici hanno scelto di licenziarsi. “In busta paga avevano ricevuto il primo allucinante bonifico di appena 92 euro per un intero mese di lavoro”. Alle loro rimostranze, “l’azienda ha risposto – aggiunge Lumino – che lasciando il posto per andare al bagno anche per un ritardo di tre minuti non riconosceva la retribuzione oraria. Ho calcolato l’effettiva paga con la calcolatrice, il risultato è di 33 centesimi di euro l’ora”. Ora Slc Cgil ha interessato i propri legali stanno valutando la possibilità di collegare questa situazione alla legge contro il caporalato”.