giovedì, agosto 22, 2019
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Ex deputato di Fi Amedeo Matacena, l’Antimafia gli confisca 10 milioni

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Latitante a Dubai dopo la condanna a tre anni per associazione mafiosa, gli è stata sequestrata persino una motonave. Ammonta a circa 10 milioni il valore dei beni consfiscati all’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato per essere il referente di uno dei clan della ‘ndrangheta di Reggio Calabria.

La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni, emesso dalla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria, nei confronti dell’ armatore ed ex parlamentare di Forza Italia, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai. La confisca riguarda 12 società in Italia e all’estero, conti bancari, immobili e un traghetto in servizio nello Stretto di Messina, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

Colpite dal provvedimento di sequestro 12 società (attività di tipo armatoriale) e disponibilità finanziarie collocate in conti esteri.


Matacena, già condannato definitivamente, nel 2014, a tre anni di reclusione dalla Corte di Cassazione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stato riconosciuto quale uomo politico di riferimento delle cosche reggine a salvaguardia dei loro interessi. Successivamente, è rimasto coinvolto nelle indagini svolte dalla Dia di Reggio Calabria che hanno portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre che nei suoi riguardi, anche a carico di sua moglie Chiara Rizzo, per intestazione fittizia di beni, e dell’ex Ministro dell’Interno Claudio Scajola, per averlo aiutato a sottrarsi alla cattura.

Nel giugno 2017, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Procura Distrettuale, aveva confermato la “pericolosità sociale” di Matacena, disponendo nei suoi confronti il sequestro di alcune disponibilità finanziarie e di un immobile all’estero.

Con il nuovo provvedimento, la locale Corte di Assise di Appello evidenzia che la maggior “parte dei beni che costituiscono il patrimonio del Matacena sono frutto di attività illecite e/o di reimpiego dei loro proventi”, e ravvisando “una oggettiva quanto marcata sproporzione” tra gli investimenti effettuati e i suoi redditi dichiarati. Colpiti dal sequestro anche 25 immobili aziendali ed una motonave di oltre 8.100 tonnellate.

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