martedì, Dicembre 7, 2021
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IUS SOLI COLPITO E AFFONDATO: COME VOLEVASI DIMOSTRARE

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Ieri nell’aula del Senato, durante quella che appare certamente essere l’ultima seduta di questa infausta XVII* legislatura, è stata definitivamente colpita ed affondata la improvvida proposta di legge volta alla introduzione del cosiddetto “ius soli” (ovvero la concessione facilitata della cittadinanza Italiana) per la mancanza del numero legale necessario.

 

Ennesimo flop della sinistra in questo scorcio di fine legislatura, che tutti appaiono avere ben compreso ad eccezione forse della Presidente della Camera Laura Boldrini che in queste ore ha annunciato la propria adesione alla nuova lista progressista di “Liberi ed ugual”.

A tale riguardo la Boldrini  ha rivendicato il fatto  che per lei la legislatura finisce a sinistra dove peraltro la stessa era cominciata 5 anni fa, dimostrando ancora una volta la grande distanza che la divide dalla comprensione del sentimento contrario largamente prevalente nel popolo italiano che ha comportato l’affondamento dello ius soli.

La mancanza del numero legale ieri infatti non è stato causale, ma ha rappresentato plasticamente tutta la difficoltà della sinistra nel procedere alla approvazione di una legge che appare alla luce del buon senso del tutto fuori tempo e fuori luogo.

E quindi ieri in Senato – come era logico che accadesse – è calato definitivamente il sipario sulla cittadinanza facile nel nostro Paese come sancito dalla richiesta di verifica del numero legale presentata dall’ex ministro Roberto Calderoli della Lega, non nuovo a simili blitz parlamentari; lo stesso Calderoli ha inteso anche rivendicare il merito di avere impantanato per due anni e mezzo lo “ius soli” seppellendolo sotto migliaia di emendamenti.

Singolare a tale riguardo la presa di posizione dell’Unicef  (già sotto accusa peraltro per la linea anti-israeliana tenuta da tempo sulla vicenda di Gerusalemme capitale, che getta una luce poco chiara sulla necessaria imparzialità delle costosissime agenzie delle Nazioni Unite), che con con il proprio portavoce Andrea Iacomini, ha voluto stigmatizzare l’accaduto definendolo una pagina incivile per l’Italia, dimenticando forse il dovuto rispetto alla autonomia legislativa di uno Stato sovrano, piacciano o non piacciano le norme ivi vigenti che vanno comunque applicate.

Viene quindi scritta la parola fine allo stucchevole tormentone dello ius soli che da mesi teneva banco nella politica nazionale, che meglio farebbe al contrario ad occuparsi dei milioni di giovani disoccupati e di famiglie Italiane che non riescono ad arrivare dignitosamente alla fine del mese.

                                                                                                                                                                                  Gianni Brandi