venerdì, Luglio 30, 2021
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Ormai è ufficiale, o quasi: domani la fine della XVII legislatura

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Ormai sembrerebbe essere confermato, malgrado gli appelli dell’ultimo minuto: domani, 28 dicembre, terminerà la XVII legislatura della Repubblica. Ambienti parlamentari danno infatti ormai per scontato che il presidente Sergio Mattarella scioglierà le Camere allo scadere di questa data, giorno in cui il premier Paolo Gentiloni congederà di fatto il suo mandato nel corso della conferenza stampa di fine anno. Il timing sembra definito anche perché, agli occhi del Quirinale, con il mancato numero legale verificatosi in Senato sullo ius soli, dal Parlamento è giunto un chiaro segnale che la legislatura può chiudere i battenti.

Esulta il Leader della Lega Matteo Salvini: “È ufficiale: si vota il 4 marzo. Non vedo l’ora di mandare a casa Renzi, Boldrini, Boschi e sinistri vari!”.

Prenderà così il via una delle campagne elettorali più controverse e al cardiopalma della storia della Repubblica italiana. E rimangono molti punti interrogativi sulle possibili alleanze, con sorprese sempre in agguato dietro l’angolo. Poi c’è ancora chi manifesta la speranza che Mattarella decida per un ultimo, seppure improbabile, tentativo di procedere per l’approvazione dello ius soli. Tuttavia è quasi certo che la legge finirà nell’elenco delle “grandi incompiute”.

Al Senato mancano i voti centristi della maggioranza di governo e manca anche quell’asse tra Pd e M5S che aveva garantito l’ok al biotestamento. Del resto, il mancato numero legale in Aula ha stoppato, lo scorso 23 dicembre, una legge su cui in pochi, sin dalla sua calendarizzazione, ormai scommettevano. E Mattarella, sciogliendo le Camere prima della ripresa dei lavori, prevista sulla carta il 9 gennaio, non potrà che prendere atto del segnale arrivato da Palazzo Madama. Anche perché, nell’improbabile caso che ci si voglia riprovare, ed in caso di insuccesso, Gentiloni dovrebbe dimettersi. E Sergio Mattarella non può permetterselo, in quanto ha bisogno di un uomo “di sicurezza” nel caso in cui si verifichi uno stallo nella prossima legislatura. Si chiuderà perciò domani il capitolo iniziato il 15 marzo 2013.

 

Redazione
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