giovedì, Dicembre 2, 2021
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Ius soli fino alla fine, Unicef: “Idiota e fascista chi lo critica”

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Ius soli, infuria la polemica. Mentre su Facebook prosegue la diatriba tra gli amministratori della pagina ufficiale di Unicef Italia e chi commenta esponendo la propria posizione contraria, in una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i ragazzi del movimento ‘Italiani senza cittadinanza’ chiedono il rinvio dello scioglimento delle Camere in modo da poter approvare la legge sullo ius soli.

Nella lettera, datata 27 dicembre e pubblicata sulla pagina Facebook del movimento, le ragazze e i ragazzi nati in Italia o all’estero da genitori stranieri e cresciuti nel nostro Paese ricordano che proprio il 27 dicembre ricorrono i settant’anni della promulgazione della Costituzione italiana.

Nel frattempo viene fuori che se non approvi lo Ius soli, per l’Unicef sei un idiota e un fascista. In realtà un organo sussidiario delle Nazioni Unite dovrebbe evitare di manifestare una posizione politica, limitandosi ad offrire il proprio aiuto ai bambini bisognosi di tutto il mondo.

Appare evidente che la mancanza del numero legale che ha fatto sì che saltasse l’approvazione della legge non è stato causale, ma ha rappresentato plasticamente tutta la difficoltà della sinistra nel procedere in tal senso.

E quindi in Senato – come era logico che accadesse – è calato definitivamente il sipario sulla cittadinanza facile nel nostro Paese come sancito dalla richiesta di verifica del numero legale presentata dall’ex ministro Roberto Calderoli della Lega, non nuovo a simili blitz parlamentari; lo stesso Calderoli ha inteso anche rivendicare il merito di avere impantanato per due anni e mezzo lo “ius soli” seppellendolo sotto migliaia di emendamenti.

Singolare a tale riguardo la presa di posizione dell’Unicef  (già sotto accusa peraltro per la linea anti-israeliana tenuta da tempo sulla vicenda di Gerusalemme capitale, che getta una luce poco chiara sulla necessaria imparzialità delle costosissime agenzie delle Nazioni Unite), che con con il proprio portavoce Andrea Iacomini, ha voluto stigmatizzare l’accaduto definendolo una pagina incivile per l’Italia, dimenticando forse il dovuto rispetto alla autonomia legislativa di uno Stato sovrano, piacciano o non piacciano le norme ivi vigenti che vanno comunque applicate.

Viene quindi scritta la parola fine allo stucchevole tormentone dello ius soli che da mesi teneva banco nella politica nazionale, che meglio farebbe al contrario ad occuparsi dei milioni di giovani disoccupati e di famiglie Italiane che non riescono ad arrivare dignitosamente alla fine del mese.

                                                                                                                                                                                  Gianni Brandi