mercoledì, Gennaio 27, 2021
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Le metafisiche cromie di Paolo Gheri tra sogni e natura

Bellissime cromie, che riportano ad una concezione luminosa del rapporto tra l’essere umano, la propria interiorità, i sogni, ed il mondo esterno: natura, paesaggi, scorci che rimandano all’antico. La sua ascendenza metafisica è più che chiara: le opere riconducono ad una trascendenza che rimanda a realtà altre, che non tutti sono in grado di vedere e di percepire. Le sfumature, i colori utilizzati, le composizioni perfettamente armoniche portano alla luce equilibri difficilmente raggiungibili, ponendo l’osservatore di fronte ad opere in grado di conferire una pace interiore che induce uno stato di calma e di riflessione.

Paesaggi e fantasie conducono ad un mondo onirico, spirituale, nel quale trovano collocazione ed evidenza cromie medie, in ragione della trasparenza che nelle varie proposte dichiarano soggetti di alta dimensione e situazioni quasi atemporali per una comunicazione di grande pregnanza e sensibilità che trascende l’umano per essere eterno divenire. Il tutto a sottolineare un temperamento ed una personalità particolari che vanno ad infuturarsi nell’articolazione strutturale piena di accenti lirici e luminosità. Un fare raro e di altissimo livello quello di Paolo Gheri, che racchiude nella sinuosità del segno una forza notevole spinta dalla libertà espressiva dell’intelligenza. Gheri è nato a Firenze nel 1940 e vive nella campagna senese.

Ha compiuto studi umanistici laureandosi in pedagogia e svolgendo la sua attività in campo educativo,

ma dedicandosi sempre anche all’arte, sia come pittore che come maestro di didattica artistica.

Ha cominciato a disegnare e dipingere fin dall’età giovanile; nel 1962 ha frequentato un corso libero di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 1962 al 1964 ha seguito le lezioni di pittura del prof. Carlo Capezzuoli a Poggibonsi.

Pratica varie tecniche: disegno a matita e a china, acrilico, olio, tempera, ma soprattutto negli ultimi anni si è dedicato all’acquerello. Sue opere si trovano presso privati collezionisti in Italia e all’estero.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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