mercoledì, gennaio 17, 2018
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Le metafisiche cromie di Paolo Gheri tra sogni e natura

Bellissime cromie, che riportano ad una concezione luminosa del rapporto tra l’essere umano, la propria interiorità, i sogni, ed il mondo esterno: natura, paesaggi, scorci che rimandano all’antico. La sua ascendenza metafisica è più che chiara: le opere riconducono ad una trascendenza che rimanda a realtà altre, che non tutti sono in grado di vedere e di percepire. Le sfumature, i colori utilizzati, le composizioni perfettamente armoniche portano alla luce equilibri difficilmente raggiungibili, ponendo l’osservatore di fronte ad opere in grado di conferire una pace interiore che induce uno stato di calma e di riflessione.

Paesaggi e fantasie conducono ad un mondo onirico, spirituale, nel quale trovano collocazione ed evidenza cromie medie, in ragione della trasparenza che nelle varie proposte dichiarano soggetti di alta dimensione e situazioni quasi atemporali per una comunicazione di grande pregnanza e sensibilità che trascende l’umano per essere eterno divenire. Il tutto a sottolineare un temperamento ed una personalità particolari che vanno ad infuturarsi nell’articolazione strutturale piena di accenti lirici e luminosità. Un fare raro e di altissimo livello quello di Paolo Gheri, che racchiude nella sinuosità del segno una forza notevole spinta dalla libertà espressiva dell’intelligenza. Gheri è nato a Firenze nel 1940 e vive nella campagna senese.

Ha compiuto studi umanistici laureandosi in pedagogia e svolgendo la sua attività in campo educativo,

ma dedicandosi sempre anche all’arte, sia come pittore che come maestro di didattica artistica.

Ha cominciato a disegnare e dipingere fin dall’età giovanile; nel 1962 ha frequentato un corso libero di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 1962 al 1964 ha seguito le lezioni di pittura del prof. Carlo Capezzuoli a Poggibonsi.

Pratica varie tecniche: disegno a matita e a china, acrilico, olio, tempera, ma soprattutto negli ultimi anni si è dedicato all’acquerello. Sue opere si trovano presso privati collezionisti in Italia e all’estero.

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