mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Kabul, kamikaze contro sede associazione culturale, 40 morti

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KABUL – Almeno 40 persone sono rimaste uccise e 30 ferite in un attacco kamikaze alla sede del Tabian Media Center in una zona occidentale di Kabul. Il ministero degli interni ha riferito alla BBC che l’attacco suicida è stato seguito da altre due esplosioni nella zona. Negli ultimi mesi, il cosiddetto Stato islamico ha compiuto attacchi contro obiettivi sciiti in tutto il paese.

Il bilancio delle vittime, quasi tutte civili, è stato confermato ai giornalisti dal portavoce del ministero dell’Interno e da responsabili dell’ospedale Istiqlal della capitale afghana. Il Tabian Media Center è una organizzazione culturale gestita da un religioso sciita. Da parte loro, via Twitter, i talebani hanno escluso qualsiasi loro responsabilità nell’attentato.

Il portavoce del ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi, ha dichiarato all’ Agence France-Presse: “L’obiettivo dell’attacco era il centro culturale di Tabayan, dove si è tenuta una cerimonia per celebrare il 38 ° anniversario dell’invasione sovietica in Afghanistan quando è avvenuta l’esplosione”.

Sayed Hasan Hussaini, ha reso noto che al momento dell’attentato nei locali era in corso una riunione di studenti.

Il capo della Afghan Press, il ramo mediatico dell’organizzazione sciita, ha dichiarato alla BBC che finora sono stati trasportati decine di cadaveri dall’edificio e funzionari hanno riferito che decine di altri corpi sono stati trasportati negli ospedali.

Sei bambini sono rimasti uccisi per lo scoppio di una mina lungo una strada della provincia settentrionale afgana di Balkh.

l governatore del distretto di Dawlat Abad, Mohammad Karim, ha spiegato che la mina è esplosa ieri uccidendo sei pastorelli di età comprese tra gli otto e i dieci anni. Nessuno ha immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco, ma Karim incolpa i talebani affermando che gli insorti hanno piantato la mina per colpire i funzionari e le forze di sicurezza afghani.

L’Afghanistan ha il più alto numero di vittime di mine nel mondo, che insieme ad altri tipi di bombe piazzate sui cigli della strada uccidono o feriscono circa 140 persone ogni mese.