martedì, Settembre 22, 2020
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Si vota il 4 marzo: il bilancio, le speranze, le amarezze del Popolo italiano

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di indizione della data delle elezioni il 4 marzo, a seguito dello scioglimento delle Camere.

Esulta su Facebook Matteo Salvini, leader della Lega: “IUS SOLI bloccato per sempre ed elezioni il 4 MARZO. Non vedo l’ora, finalmente SI CAMBIA!!!”

Stesso entusiasmo si riscontra anche nelle parole di Luigi Di Maio: “Oggi è un giorno storico. La legislatura è finita. È ora di pensare in grande. È ora di andare al governo!”

Meno sintetico e più incline a lunghe riflessioni appare sul suo profilo Facebook Matteo Renzi: “Dunque, si parte davvero. Voteremo il 4 marzo.  Da un lato ci sono le promesse mirabolanti di Berlusconi e Salvini, il tandem dello spread e del populismo. Dall’altro Di Maio e Grillo, che vogliono referendum su euro e vaccini, promettendo assistenzialismo e sussidi.

E poi ci siamo noi. Che in questi anni abbiamo lavorato tanto e sbagliato qualcosa ma che siamo una squadra credibile e affidabile.  In questi anni tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso. Presentiamo dei risultati, allora: il Paese sta meglio di prima. Ma presentiamo soprattutto idee per andare ancora avanti, perché siamo i primi a non accontentarci. 

Vogliamo più futuro, vogliamo più vita, vogliamo più qualità. E pensiamo all’Italia che vuole creare lavoro, non assistenzialismo. L’Italia dei diritti, del sociale, della cultura. L’Italia che non esce dall’Euro, ma porta umanità in Europa. Questi siamo noi. Siamo oggettivamente tutta un’altra storia rispetto al populismo a cinque stelle e all’estremismo di questa destra leghista. Mancano 65 giorni. Non lasceremo questo Paese a chi vive di rancore e di rabbia. Mettiamoci al lavoro, amici, senza paura.
Perché il 4 marzo sia una bellissima giornata, avanti”.

Infine, riportiamo il commento del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “A #CoffeeBreak ho spiegato che con Giorgia Meloni e Matteo Salvini non serve alcun patto, poiché tra alleati una stretta di mano conta più di qualsiasi firma; il programma lo abbiamo visto insieme diversi mesi fa e il tavolo si riunirà presto. Noi del centro-destra siamo l’unica valida alternativa all’impreparazione e all’incapacità del M5S, vero pericolo per la nostra democrazia”.

Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Berlusconi ha dichiarato che “Non è Renzi il problema del Pd, ma l’esaurimento della funzione storica di quel partito. Stiamo calcolando la più bassa soglia possibile per una forte riduzione fiscale. La flat tax farà aumentare il gettito per lo Stato”.

Insomma, ci risiamo. Ma se non altro, almeno questa volta il popolo italiano potrà finalmente andare ad esprimere il proprio voto. Di certo, lo scenario che si prospetta non è tra i più incoraggianti. Il nuovo tarda ad avanzare ed anzi si rispolverano vecchie dinamiche, volti ormai noti, e la speranza nel cambiamento è sempre più flebile. Non sarebbe onesto intellettualmente incolpare un unico movimento politico del “disastro Italia”, con un Paese ormai sprofondato nel baratro ed una forbice che si allarga sempre più tra le condizioni di vita dei superprivilegiati e quelle del ceto medio, che diventa ogni giorno più povero. Il problema sono stati i tanti, troppi, anni di malgoverno, con una casta sempre più ingorda che ha imperversato da destra a sinistra e che dei problemi del popolo non si è mai davvero curata.

Secondo l’ufficio studi della Caritas, oggi in Italia i giovani sono la metà dei poveri assoluti e i giovani costituiscono il 24% della popolazione italiana. Per noi parlare dei precari di mezza età, che hanno vissuto sempre con contratti parafulmine per i datori di lavoro e che non hanno alcun tipo di tutela nè futuro. Presto ci saranno solo ricchi e poveri in Italia. Ed il problema è soprattutto mentale: esiste un malcelato disprezzo verso chi si limita a cercare di lavorare in maniera onesta: i lavoratori sono ritenuti fessi utili solo ad arricchire sempre di più chi occupa il vertice della piramide.

E questo deve cambiare. Come anche devono cambiare le condizioni di fruizione e di accesso ai servizi pubblici: sanità, scuola, trasporti. Il popolo italiano, ormai vessato e distrutto, non ne può più di proclami elettorali utili solo ad ottenere voti per poi, puntualmente, veder svanire le promesse nel nulla.

Lucia Mosca

Redazione
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