venerdì, Settembre 25, 2020
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DA VIENNA UN BUON 2018 PER UNA NUOVA EUROPA DEI POPOLI

                                          DALLA PREFERENZA NAZIONALE AI CLANDESTINI ZERO

Un 2017 importante e pieno di eventi per i leader delle destre patriottiche in Europa: una onda nera spazzerà il Vecchio Continente nel nuovo anno.

 

 

 

 

Il 2017 che oggi si sta concludendo è stato un anno importante per le destre nazionali che operano nei Paesi europei: dalla grande campagna elettorale in Francia di Marine Le Pen che l’ha portata al ballottaggio e poi ad un passo dall’Eliseo, alla forte avanzata in Austria dei liberalnazionalisti di Christian Strache che ha condotto l’estrema destra al governo nel primo Paese in Europa, ai successi in Italia della Lega di Matteo Salvini che si prepara a marzo ad andare al governo al timone di un alleanza di centrodestra.

I cosiddetti populisti avanzano nel Vecchio Continente, forti del loro essere in mezzo alla gente e di ascoltare i popoli sovrani che chiedono meno tasse e clandestini zero.

E stavolta da Vienna giunge forte e chiara la voce del primo governo patriottico in Europa, che già traccia la rotta delle forze sovraniste e patriottiche in tutto il Continente.

Infatti pochi giorni or sono l’ennesima richiesta partita da Bruxelles e destinata ai diversi Paesi Europei di farsi carico della ricollocazione dei migranti clandestini e sedicenti richiedenti asilo sbarcati nel Vecchio Continente questa volta va ad infrangersi contro il nuovo governo Austriaco di orientamento nazionalista formato dai neo popolari di Sebastian Kurz e dai liberalnazionalisti di Christian Strache e voluto dai cittadini del Paese alpino.

Kurz, che con i suoi 31 anni è il più giovane premier al mondo ha immediatamente bollato la richiesta di ricollocazione obbligatoria come un grave errore che potrebbe portare a gravi conseguenze. Infatti la costrizione alla accoglienza dei clandestini non aiuterà l’Unione europea – ha ribadito Kurz – mentre al contrario potrebbe dividerla, portando ciascun Paese a decidere autonomamente quali e quanti soggetti eventualmente accogliere.

Per Kurz – perfettamente in sintonia con il suo vicecancelliere Christian  che aveva centrato la sua campagna elettorale sull’obiettivo dei clandestini zero in Austria, ottenendo grande consenso – il dibattito sulle quote da ricollocare obbligatoriamente è privo di senso.

Infatti per il giovanissimo premier Austriaco leader della nuova Europa i clandestini che sbarcano i Europa non vogliono andare in Bulgaria o in Romania, ma sperano di raggiungere Germania, Austria o Svezia, dove approfittare dei generosi sussidi sociali disponibili”.

Per Kurz ed il suo alleato Strache bisognerà correggere urgentemente la politica migratoria e dei sedicenti rifugiati nella Unione Europea, poichè il confine che oggi separa asilo politico e migrazione per fini economici è incerto e del tutto opinabile.

Quindi per il nuovo governo patriottico di Vienna l’unica soluzione è quella di aiutare le persone in difficoltà nei rispettivi paesi di origine, ovvero nei Paesi limitrofi all’interno dei rispettivi continenti. Questa soluzione dovrebbe avere l’appoggio ed il contributo organizzativo della Unione Europea, nonchè la garanzia militare dell’intervento sul posto. Al contrario secondo  Kurz e Strache va definitivamente cessata l’accoglienza  dei clandestini che riescono a sbarcare illegalmente in Europa grazie alle mafie dei trafficanti di uomini, che alimentano il business della immigrazione clandestina.

Ed è ora che anche il nostro Paese si mobiliti per raggiungere lo stesso obiettivo di clandestini zero il prossimo anno, se vogliamo evitare il rischio che il blocco alle nostre frontiere Alpine ci condanni a tenerci sul groppone tutti quelli che sbarcheranno nei nostri porti o sulle nostre coste. A marzo ne avremo la occasione.

                                                                                                                                                                             Il Conte Rosso

Redazione
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