mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Renata Rapposelli, un delitto (quasi) perfetto

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Nessuna traccia di violenza sull’apparato scheletrico, nessun colpo d’arma o da fuoco accertato. Anche l’ipotesi dell’avvelenamento perde via, via consistenza per lasciare il passo all’idea di un iniziale stordimento teso al compimento del delitto. L’omicidio di Renata Rapposelli, scomparsa il 9 ottobre scorso e trovata cadavere a Tolentino, non ha ancora un colpevole. Il killer ha probabilmente agito in preda all’impeto, ma al tempo stesso è stato molto meticoloso nello sbarazzarsi degli effetti personali della donna che avrebbero potuto fornire una prova agli inquirenti. Primo tra tutti il telefono, che non è stato ancora trovato. L’unica certezza è che si è spento il 9 ottobre per non essere più riacceso. Ma si è agganciato alle celle telefoniche di Giulianova quello stesso giorno. Tuttavia gli investigatori sembrerebbero avere le idee piuttosto chiare e pur in assenza di prove evidenti  – almeno per ora – potrebbero sussistere dettagli in grado di condurre verso la verità.

Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito della donna, sono attualmente gli unici indagati per omicidio in concorso ed occultamento di cadavere in relazione all’omicidio della donna. Nel frattempo sono in corso gli esami tossicologici.

Intorno alle 17.00 del 9 ottobre, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto che avrebbe reso testimonianza, la donna avrebbe acquistato un calmante e forse strisciato il proprio codice fiscale (circostanza, questa, non ancora confermata ufficialmente). Poi il cellulare di Renata si spegne e si spengono, per essere riaccesi tre giorni dopo, i telefoni di Simone e Giuseppe.

Tra l’altro l’avanzato stato di decomposizione in cui è stato trovato il cadavere di Renata Rapposelli, scomparsa il 9 ottobre scorso e rinvenuta cadavere a Tolentino, in prossimità del fiume Chienti, potrebbe non essere dipeso solo ed unicamente dalle condizioni ambientali, ma dal modo in cui è stata uccisa (la morte per asfissia genera una più rapida degenerazione dei tessuti).

Il 9 ottobre Renata Rapposelli si era recata a Giulianova in quanto preoccupata delle condizioni di salute del figlio. Da lì il litigio scaturito per motivazioni economiche.

Alcune testimonianze, riportate nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto”, parlerebbero di urla rabbiose emesse da Simone nel corso di un litigio con una donna. E poi, intorno alle 17.00, secondo quanto dichiarato dalla farmacista di Tortoreto, la donna avrebbe acquistato un calmante e strisciato il proprio codice fiscale.

Tuttavia a volte, i dettagli si rivelano talmente importanti da costituire essi stessi una prova. Una certezza ormai assodata è che la donna, da Giulianova, non ha più fatto ritorno ad Ancona. Ed in questo frangente, piccoli elementi si rivelano di fondamentale importanza. Per esempio, ciò che le è rimasto addosso, gli oggetti che non sono mai stati, almeno finora, trovati.

 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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