giovedì, Ottobre 28, 2021
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Gli strani silenzi della Tutor di Giulio Regeni all’Università di Cambridge

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Finalmente le indagini sul caso Regeni paiono aver imboccato la strada giusta, mettendo alle strette Maha Abdel Rahman, la professoressa dell’Università che operò come tutor del ricercatore Italiano per la organizzazione del suo viaggio di studio sui sindacati autonomi egiziani presso l’Ateneo del Cairo.

Dopo l’interrogatorio della docente anglo-egiziana svoltosi giovedì presso gli uffici della polizia britannica e condotto dagli inquirenti romani grazie alla rogatoria internazionale avviata dalla Procura, si è proceduto alla perquisizione dell’abitazione e dell’ufficio di Maha Abdel Rahman, ed al sequestro del computer e dello smartphone della professoressa – mostratasi ancora una volta evasiva nelle sue risposte – alla ricerca della verità sulla trasferta di Regeni presso l’università cairota che lo portò alla tragica scomparsa di 2 anni fa.

Tanto tuonò che alfine piovve: finalmente la magistratura e la politica italiana battono un colpo concreto sul caso dell’omicidio di Giulio Regeni, uscendo dallo sterile braccio di ferro con le istituzioni egiziane e provando ad indagare sulle vicende che portarono il nostro giovane ricercatore in missione di studio presso la Università del Cairo, incaricato dalla propria tutor anglo-egiziana di una ricerca sul delicato tema della condizione delle organizzazioni sindacali all’ombra delle Piramidi.

Bene ha fatto la Procura della Repubblica di Roma ad avviare una rogatoria diretta alla magistratura britannica per poter interrogare la professoressa Maha Abdelrahman tutor di Giulio Regeni all’Universita’ di Cambridge, che si è sempre mostrata reticente sulle circostanze relative al suo rapporto accademico di tutoraggio con il ricercatore italiano, sull’oggetto della ricerca in materia sindacale e sulla scelta del docente che lo avrebbe accompagnato in Egitto.

Ed altrettanto bene ha fatto Matteo Renzi, primo ministro all’epoca dei fatti, a twittare una accorata richiesta di verità sulla sorte di Regeni, e di chiarezza su tutta la linea, ivi compressa quella rivolta all’Università di Cambridge dove da tempo il gruppo docente con cui collaborava Giulio dà l’impressione di nascondere qualcosa, che va invece portato alla luce del sole.

Va chiarito se davvero la tutor di Giulio Regeni si sia sottratta intenzionalmente per 20 mesi alle richieste di informazioni da parte degli inquirenti sulla missione del ricercatore al Cairo.

Permangono ombre sul rapporto tra Regeni e la sua tutor Maha Abdelrahman,  e vanno sentiti altri studenti dell’Università di Cambridge inviati anch’essi in missione di studio al Cairo, riuscendo a tornare a casa sano e salvo.

Si ritiene che altri studenti e ricercatori potrebbero aver compiuto gli stessi studi di Giulio sull’area del dissenso nel paese nordafricano, lasciando quindi pesanti dubbi sulle dinamiche che hanno portato al suo rapimento nel febbraio dell’anno scorso, e poi alla sua tortura ed uccisione.

Per questo è necessario identificare gli altri studenti che hanno svolto lo stesso percorso di ricerca di Regeni nella capitale egiziana ed accertare se la vicenda di Giulio ha seguito un solco a cui hanno partecipato anche altri studenti, sotto il controllo della professoressa.

I pubblici ministeri di Roma sono certi che Regeni svolgesse in Egitto solo un’attività di studio e ricerca e si esclude tassativamente l’ipotesi di attività di spionaggio svolto in loco da Giulio.

Certamente rimane da chiarire la particolare delicatezza di uno studio come quello affidato al nostro ricercatore sulle organizzazioni sindacali operanti nel teatro cairota, soprattutto dopo la svolta militare adottata negli ultimi anni dal governo egiziano. La tutor Maha Abdelrahman ha sottovalutato la pericolosità della ricerca promossa in buona fede, o sa qualcosa delle circostanze che hanno portato alla scomparsa ed all’omicidio Giulio Regeni? Dopo 20 mesi è alfine giunto il momento di fare chiarire su tutti gli aspetti della tragedia accaduta, tanto al Cairo quanto a Cambridge.

La verità deve essere accertata, perché sia finalmente onorata la memoria di Giulio.

Gianni Brandi