domenica, Dicembre 5, 2021
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Baby-gang e violenza a Napoli, ma non solo: la nuova società (in)civile

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NAPOLI – Baby-gang e violenza: a Napoli, ma ormai non solo, si aggredisce per uno sguardo, si spara solo per dimostrare la predominanza sul territorio di appartenenza. A fronte del vuoto istituzionale assoluto, che evidenzia come in tutta Italia, ma in particolare a Napoli, si stia instaurando un clima da far west, si sta creando un nuovo “ordine” di stampo delinquenziale basato sulla legge del più forte: è il più aggressivo e violento a comandare.

E, già in giovanissima età, è sempre più questa la regola che si segue un po’ ovunque. Ora, dopo i casi di Arturo, 17 anni, accoltellato in strada da 4 coetanei, e di Gaetano, 15 anni, pestato ad un gruppo di 15 ragazzini, a Napoli i riflettori sono tutti puntati sul problema della violenza giovanile. Ed è solo di ieri la nuova aggressione registrata da parte di una baby-gang, armata di catena per rapinare uno smartphone a due adolescenti.

E’ successo a Pomgiliano d’Arco (Napoli).  Una lunga scia di violenza che negli ultimi due mesi è esplosa in una lunga serie di episodi, di cui ricordiamo solo i più recenti: il 6 gennaio, in via Carducci, quartiere Chiaia, due giovani di 19 e 18 anni vengono aggrediti e feriti da una decina di ragazzini dopo una lite per futili motivi; il 12 gennaio una quindicina di giovanissimi accerchiano tre ragazzini in attesa del bus all’esterno della stazione della metropolitana di Chiaiano, di cui due riescono a fuggire. Gaetano invece finisce in ospedale e subisce l’asportazione della milza.

E se a Napoli la situazione sta sfuggendo dal controllo, anche a Verona la violenza da parte di ragazzini non ancora maggiorenni si è rivolta con particolare crudeltà verso un senzatetto che è stato bruciato all’interno della propria auto.
In una società ormai abbandonata a se stessa, vittima dell’incertezza economica ed istituzionale, privata della possibilità di difendersi, della speranza in un futuro migliore, in cui quasi nulla funziona, è questa la risposta dei giovanissimi che con atti violenti vogliono prendere il controllo delle proprie vite e del territorio in cui vivono. Un segnale allarmante che dovrebbe ben far capire, ormai, a che punto siamo arrivati.
Lucia Mosca
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